Il governo del Perù ha dichiarato lo stato di emergenza in cinque carceri di massima sicurezza, a partire dal 5 settembre 2026. Il provvedimento, emanato tramite decreto dall'amministrazione della presidente Keiko Fujimori, insediatasi a fine luglio, avrà una durata di 60 giorni. Durante questo periodo, polizia e militari assumeranno il controllo operativo delle strutture penitenziarie. L'obiettivo è contrastare le organizzazioni criminali che, secondo le autorità, continuerebbero a operare e a dirigere attività illecite dall'interno delle prigioni verso l'esterno.
Questa decisione risponde alle crescenti preoccupazioni dei cittadini per la sicurezza pubblica, rafforzando il controllo statale su istituti strategici nella lotta alla criminalità organizzata.
Controllo militare e di polizia nelle carceri
Il decreto stabilisce un regime temporaneo di emergenza, valido per due mesi, focalizzato su cinque carceri di massima sicurezza. Polizia e militari eserciteranno un controllo diretto all'interno degli istituti, con l'intento di neutralizzare le capacità operative delle gang e delle organizzazioni criminali. L'azione dello Stato si concentra specificamente su queste strutture, identificate come nodi cruciali da cui le attività illecite vengono coordinate. Il governo peruviano ha presentato questo decreto come strumento essenziale per la sicurezza interna e il rafforzamento del sistema penitenziario, sottolineando la natura eccezionale e temporanea dell'intervento per ristabilire l'ordine e la legalità.
Le iniziative del governo Fujimori per la sicurezza
Il provvedimento sulle cinque carceri si inserisce in un più ampio pacchetto di iniziative sulla sicurezza promosso dal governo Fujimori. Precedentemente, il 31 agosto 2026, l'esecutivo aveva avanzato al Congresso peruviano una richiesta di poteri legislativi speciali per 120 giorni. Questa richiesta mira a consentire al governo di intervenire per decreto su ben 66 materie differenti. Tra le aree di intervento prioritarie, spicca in modo significativo la sicurezza cittadina, considerata una delle sfide più urgenti da affrontare per l'amministrazione in carica.