La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, è intervenuta a Roma il 29 settembre 2026, criticando con fermezza le dichiarazioni del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rilasciate in seguito alla sentenza sul caso Giulio Regeni. La sua presa di posizione, comunicata alle 13:18, si concentra sulla decisione giudiziaria che ha portato alla condanna di tre membri dell'apparato di sicurezza del regime egiziano per il sequestro e la tortura del giovane ricercatore italiano. Schlein ha definito le parole del ministro gravi e inaccettabili, sollecitando il governo italiano a garantire il pieno rispetto e l'esecuzione della sentenza con la massima determinazione.
La leader del Pd ha rincarato la dose, affermando che Tajani 'ha perso un'altra occasione per tacere ed evitare imbarazzo al Paese'. Questa dichiarazione suggerisce che il ministro non abbia colto la profonda valenza della sentenza, che ha finalmente fatto luce sulla responsabilità diretta di componenti dell'apparato di sicurezza egiziano nelle tragiche vicende che hanno portato alla morte di Regeni. Nel suo intervento, Schlein ha voluto anche rendere omaggio alla tenace battaglia condotta dalla famiglia Regeni e al meticoloso lavoro svolto dalla Procura, riconoscendo il procedimento giudiziario come un traguardo significativo e atteso dopo un decennio di impegno e ricerca della verità.
L'Appello al Governo Italiano per Giustizia e Risarcimento
Con un tono deciso, Schlein ha lanciato un appello per un'iniziativa politica e diplomatica forte e determinata da parte del governo italiano. La sua richiesta si articola su due punti fondamentali: pretendere con risolutezza dal governo egiziano la consegna dei responsabili condannati alla giustizia italiana e ottenere il pagamento all'Italia del risarcimento stabilito dalla sentenza. La segretaria del Partito Democratico ha inoltre respinto categoricamente quelli che ha definito 'toni da assoluzione di ufficio', collegando la posizione del governo alla necessità di agire con coerenza nella fase successiva alla pronuncia giudiziaria, senza ambiguità.
Il riferimento di Schlein si concentra sulla sentenza emessa il 28 settembre 2026, una decisione di primo grado che ha generato un ampio dibattito. In questo contesto, il ministro Tajani aveva precedentemente operato una distinzione tra la condanna di singoli individui e una presunta condanna dello Stato egiziano nel suo complesso. La sua dichiarazione, 'Sono state condannate tre persone, non l’Egitto', insieme al richiamo al carattere non definitivo della decisione, è stata interpretata come un tentativo di minimizzare le implicazioni politiche e diplomatiche della sentenza, suscitando le critiche della segretaria del Pd.
Il Contesto della Tragica Vicenda di Giulio Regeni
La decisione giudiziaria, oggetto delle recenti dichiarazioni, riguarda le condanne per le torture e l'omicidio di Giulio Regeni.
La tragica scoperta del corpo del giovane ricercatore italiano avvenne il 3 febbraio 2016, lungo la strada del deserto Cairo-Alessandria, dopo giorni di angosciante scomparsa. Le ricostruzioni degli eventi e le indagini successive hanno evidenziato anni di presunti depistaggi e una persistente mancata collaborazione da parte delle autorità egiziane, elementi che hanno reso il percorso verso la verità estremamente arduo, complesso e doloroso. Questa sentenza, sebbene di primo grado, rappresenta un passo cruciale nella ricerca di giustizia per Giulio Regeni, la cui memoria continua a sollecitare un impegno costante per la piena verità e l'accertamento di tutte le responsabilità.