Il Senato ha dato il via libera, il 10 settembre 2026 a Roma, all’emendamento unitario della maggioranza che riforma la legge elettorale. La nuova disposizione introduce un meccanismo che combina le preferenze esprimibili dagli elettori con la presenza di capolista bloccati. La votazione finale in Aula si è conclusa con 97 voti favorevoli, 67 contrari e 2 astenuti. Durante l’esame del testo, tutte le proposte di modifica presentate dall’opposizione sono state respinte, ad eccezione di un intervento tecnico di drafting, approvato all’unanimità.

La modifica approvata consente agli elettori di esprimere fino a tre preferenze.

Il meccanismo prevede che l’elettore indichi la propria scelta apponendo una croce accanto a uno dei sei nomi presenti sulla scheda, posizionati sotto il capolista. È fondamentale che, in caso di espressione di più preferenze, venga rispettata l’alternanza di genere. Qualora questa regola non sia osservata, la seconda e la terza preferenza espresse verranno annullate, seguendo l’ordine di lista. L’alternanza di genere inizia dal primo nome indicato immediatamente sotto il capolista.

Dettagli dell'emendamento approvato

Il cuore della riforma risiede nella combinazione tra il sistema delle preferenze e la figura dei capolista bloccati. Questo significa che il capolista mantiene una posizione fissa e predefinita, mentre le preferenze espresse dagli elettori si applicano ai candidati che seguono nella lista.

La normativa stabilisce un limite massimo di tre preferenze e vincola la validità delle indicazioni successive alla prima al rigoroso rispetto dell’alternanza di genere. Come specificato, la sanzione dell’annullamento si applica alla seconda e alla terza preferenza qualora non sia stata rispettata l’alternanza, seguendo l’ordine di lista riportato sulla scheda elettorale.

Un’altra significativa novità introdotta dal testo approvato in Aula è l’eliminazione della quota di genere 60/40 per i capolista, precedentemente prevista dal Rosatellum. Questa modifica incide direttamente sulla composizione delle posizioni di testa delle liste, affiancandosi alla già menzionata previsione dell’alternanza di genere per i candidati successivi al capolista.

La votazione finale in Aula è giunta al termine di un lungo processo di esame e discussione delle modifiche al disegno di legge sulla legge elettorale.

Il percorso in Commissione

Nelle fasi preliminari dell’iter legislativo, la Commissione Affari costituzionali del Senato aveva condotto l’esame del disegno di legge in materia di legge elettorale. Al momento della scadenza del termine per la presentazione, erano state depositate ben 697 proposte emendative, delle quali 115 sono state dichiarate inammissibili. In quella sede, la Commissione aveva già approvato a maggioranza l’emendamento unitario sulle preferenze, il cui impianto si basava sui capilista bloccati e sulla possibilità per gli elettori di esprimere preferenze per i candidati successivi, secondo le modalità poi definite dal testo finale.