Il sindaco di Novara, Alessandro Canelli, ha formalmente richiesto l'inclusione della città nell'operazione nazionale "Strade Sicure". La sua posizione, diffusa a Torino il 15 settembre 2026, mira a estendere il presidio armato di uomini e donne in divisa al capoluogo piemontese. Canelli ha evidenziato come Novara rientri tra i 61 capoluoghi di provincia che, al momento, non beneficiano di tale dispositivo di sicurezza. Questa istanza è collegata alla risoluzione presentata dalla Lega alla Camera, che propone di incrementare a 10.000 il numero dei soldati impiegati nell'operazione.

L'estensione di "Strade Sicure" è considerata dal sindaco una misura cruciale per il territorio novarese, volta a rafforzare l'ordine pubblico e contrastare efficacemente criminalità e illegalità. Canelli ha inoltre sottolineato la peculiarità di Novara come città universitaria, che ospita ogni anno migliaia di studenti. Questa realtà rende ancora più pressante l'esigenza di garantire condizioni di sicurezza ottimali. La richiesta si estende alla tutela di donne e lavoratori, con particolare attenzione ai loro rientri serali e al transito in aree sensibili come la stazione ferroviaria.

Il sostegno politico alla risoluzione per la sicurezza

Canelli ha chiarito che la risoluzione della Lega alla Camera mira ad aumentare la forza militare impiegata nell'operazione "Strade Sicure" fino a 10.000 unità.

Il sindaco ha ribadito che Novara è attualmente una delle città "scoperte" da questo tipo di presidio armato, e la sua richiesta si inserisce in un quadro più ampio di strategie per prevenire e reprimere comportamenti criminali e illegali. Ha espresso l'auspicio che la risoluzione riceva un sostegno ampio e convinto da parte di tutta la maggioranza, sottolineando l'importanza di un fronte comune su temi così delicati per la comunità.

La vocazione di città universitaria di Novara è stata ulteriormente evidenziata come elemento rafforzativo delle motivazioni alla base della richiesta di maggiore sicurezza. La presenza costante di studenti, unitamente a quella di donne, lavoratori e pendolari che transitano per la stazione, rende indispensabile un presidio più capillare degli spazi urbani. L'obiettivo è assicurare maggiore sicurezza per tutte queste diverse categorie di cittadini, migliorando la qualità della vita e la vivibilità del territorio.