Nicola Zingaretti, ex segretario del Pd, ha affrontato con determinazione il dibattuto tema delle primarie nel centrosinistra durante un suo intervento ad Assisi il 13 settembre 2026. La sua dichiarazione, che ha richiamato l'attenzione sulla complessità della scelta relativa alle consultazioni interne alla coalizione, è stata chiara e perentoria. Zingaretti ha categoricamente escluso che tale passaggio cruciale possa essere trattato con superficialità o leggerezza, definendolo in modo inequivocabile: 'non è una partita o una discussione da bar'.

Il metodo per la scelta delle primarie

La posizione espressa da Zingaretti si concentra in maniera significativa sul metodo con cui il centrosinistra dovrebbe approcciare e giungere a una decisione definitiva in merito alle primarie. L'ex segretario del Pd ha infatti collegato la questione delle consultazioni interne alla costruzione preliminare e imprescindibile di un solido campo politico. La sua analisi non ha fornito una soluzione immediata tra lo svolgimento o meno delle primarie, ma ha delineato con chiarezza la sua priorità strategica. La frase chiave del suo intervento, che riassume efficacemente il suo pensiero, è stata: 'Primarie sì o primarie no? Decideranno loro, la cosa importante da fare ora è di costruire un perimetro di forze e poi trovare le forme migliori.

Decideranno i leader'.

Nella sua visione articolata, la scelta definitiva sulle primarie è presentata come una decisione di alta responsabilità che spetta ai leader del centrosinistra. Zingaretti pone la definizione del perimetro delle forze politiche come il passo più fondamentale e propedeutico, da compiersi antecedentemente all'individuazione delle forme più adatte e opportune per la selezione della leadership. Il tema dei nomi dei candidati e quello delle procedure specifiche per la loro scelta vengono quindi esplicitamente subordinati alla costruzione di un quadro politico ampio, chiaro e soprattutto condiviso tra le diverse componenti della coalizione.

La centralità di un programma condiviso

Questa impostazione metodologica si allinea perfettamente con posizioni già espresse da Zingaretti in merito alla direzione strategica che il centrosinistra dovrebbe intraprendere. In un'intervista rilasciata il 5 settembre 2026, infatti, aveva già sottolineato con forza la necessità impellente di partire dalla definizione di un programma comune, prima di addentrarsi nella discussione su nomi e leadership. In quell'occasione, aveva attribuito gli errori commessi in passato alla mancanza di unità all'interno della coalizione, indicando come priorità assoluta un'agenda politica condivisa su temi cruciali quali crescita, uguaglianza, libertà ed Europa. Questo richiamo alla centralità del programma si inserisce coerentemente nel medesimo quadro concettuale richiamato ad Assisi, dove la decisione sulle primarie è strettamente legata alla definizione del perimetro politico e programmatico.

Il riferimento congiunto e sinergico al programma e al perimetro delle forze politiche delinea una scansione precisa e logica del percorso auspicato dall'ex segretario del Pd. Tale percorso prevede, in sequenza: prima la costruzione di un'area politica coesa e ben definita, poi la scelta delle forme più opportune e democratiche per la selezione della leadership, e infine la decisione finale, che sarà affidata ai leader della coalizione. La sua dichiarazione, pertanto, non introduce una soluzione definitiva o un'indicazione perentoria, ma stabilisce con chiarezza una metodologia rigorosa e un ordine di priorità ben definito per il futuro del centrosinistra.