Ad Aosta, l'8 ottobre 2026, il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Massimo Lattanzi, ha espresso una "Forte preoccupazione per la situazione della casa da gioco", un tema centrale nel dibattito in Consiglio regionale. Il confronto si è acceso in occasione della sua interrogazione sulla nomina del consiglio di amministrazione del Casinò di Saint-Vincent, ponendo l'accento sul delicato equilibrio tra la nuova governance e i rapporti con l’amministrazione giudiziaria.

Al centro della discussione vi è il passaggio cruciale dalla figura dell’amministratore unico a un organo collegiale, i criteri adottati per le nomine dei nuovi membri e, in particolare, la complessa ripartizione dei poteri a seguito dell'intervento del Tribunale di Torino e della conseguente amministrazione giudiziaria della Casa da gioco.

Lattanzi ha collegato la sua inquietudine direttamente alla capacità degli organi coinvolti di assumere decisioni efficaci e tempestive, indispensabili per la tutela del Casinò, della società stessa e, in ultima analisi, degli interessi della comunità valdostana. Il consigliere ha evidenziato il potenziale rischio di una pericolosa sovrapposizione tra la gestione amministrativa ordinaria e l'amministrazione giudiziaria, una situazione che potrebbe generare una paralisi decisionale. Ha inoltre sottolineato le complesse esigenze operative di un'azienda di tale portata, che impiega ben 445 dipendenti. Nella sua replica, pur riconoscendo la completezza della risposta fornita sul piano normativo, Lattanzi l'ha giudicata insoddisfacente per quanto concerne la chiarezza sui poteri decisionali e sulle strategie di gestione concrete.

Chiarimenti della Regione sulla governance

In risposta alle perplessità sollevate, il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha fornito dettagli sul processo di nomina. Ha chiarito che la scelta dei componenti del Consiglio di Amministrazione del Casinò rientra nelle prerogative dirette dell'Assemblea dei soci, in conformità con quanto stabilito dalla legge regionale. Questa procedura, ha precisato Testolin, si differenzia da quella ordinaria delle nomine regionali, non prevedendo dunque bandi pubblici o raccolte di candidature. La nomina è stata definita come una scelta di natura fiduciaria da parte dell'assemblea dei soci.

Il presidente ha inoltre evidenziato che, sebbene lo Statuto non preveda requisiti specifici stringenti, gli amministratori designati sono stati selezionati tra professionisti qualificati.

Testolin ha poi rassicurato in merito alle verifiche anticorruzione, affermando che sono state regolarmente condotte dal Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza della società, come previsto dalla normativa vigente. Durante il dibattito consiliare, sono stati altresì affrontati i temi relativi ai costi associati al nuovo CdA, ai requisiti professionali dei suoi membri e agli obblighi di rendicontazione verso gli organi di controllo.

A tal proposito, la società ha confermato di aver già provveduto alla trasmissione del verbale dell'assemblea, contenente i dettagli sulla composizione del nuovo Consiglio di Amministrazione e sui relativi compensi, sia alla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti sia ai dipartimenti competenti del Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef).