Il 17 ottobre 2026 a Roma, a margine della manifestazione della Cgil, Giuseppe Conte, leader del M5s, ha espresso la disponibilità a un confronto con le altre forze di opposizione. Rispondendo a una domanda su programma e primarie del campo progressista, l'ex premier ha dichiarato: “Noi l'abbiamo detto, siamo pronti, e quindi speriamo davvero che nei prossimi giorni ci possa iniziare a confrontare con le altre forze di opposizione”. Il Movimento 5 Stelle indica apertura al dialogo per definire programma e leadership dell'alleanza di centrosinistra.

Il dialogo tra le opposizioni: avvicinamenti e divisioni

L'auspicio di Conte per un rapido avvio del confronto si inserisce in un contesto politico dove il dialogo tra le opposizioni è già in corso. Sebbene Pd, M5s e Avs abbiano registrato un avvicinamento procedurale, con l'astensione incrociata su risoluzioni parlamentari, permangono significative divisioni su temi chiave.

Un punto di frizione rilevante è la posizione sull'Ucraina. Il Partito Democratico sostiene la difesa ucraina, mentre il M5s e Avs si dichiarano contrari all'invio di armi e a un'escalation militare. Tali divergenze complicano un'intesa programmatica unitaria.

Nodi programmatici: dalla patrimoniale al perimetro

Il confronto programmatico include questioni interne, oltre la politica estera.

La proposta di una patrimoniale, avanzata da Avs, ha incontrato la netta contrarietà di Giuseppe Conte. Il leader del M5s ha giudicato inefficace tale tassa nazionale, marcando distanza. I leader di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, hanno annunciato studi e materiali a supporto della loro posizione al tavolo di discussione.

Un ulteriore elemento di complessità riguarda il perimetro della coalizione. Le differenze su alleanze e inclusioni rappresentano un nodo cruciale per consolidare una convergenza.