Il ministero degli Esteri israeliano ha espresso una ferma condanna in seguito all'assegnazione del Premio Nobel per la Pace a Navi Pillay. In una nota ufficiale diffusa da Tel Aviv il 9 ottobre 2026 alle 13:30, il ministero ha categoricamente dichiarato che tale riconoscimento non rappresenta un atto di giustizia. Al contrario, è stato definito una grottesca strumentalizzazione del premio, finalizzata a legittimare l'odio e i pregiudizi contro Israele. Il fulcro della contestazione si concentra su Pillay, indicata dal ministero come figura chiave nella promozione delle accuse di genocidio rivolte allo Stato ebraico.

La formulazione utilizzata dal ministero è perentoria: “Assegnare il Premio Nobel per la Pace a Pillay non è un atto di giustizia, ma la grottesca strumentalizzazione di un riconoscimento per legittimare l'odio e i pregiudizi contro Israele. Ora che la commissione del Nobel ha premiato la più grande menzogna del XXI secolo, Joseph Goebbels sta certamente applaudendo dall'inferno”. Questa dichiarazione lega in modo indissolubile la critica al premio con la valutazione israeliana delle gravi accuse mosse contro il Paese. Il riferimento a Joseph Goebbels è impiegato per rafforzare il tono della protesta, sottolineando la profonda disapprovazione israeliana.

La ferma contestazione del ministero israeliano

Nel testo ufficiale diramato dal ministero degli Esteri israeliano, il conferimento del premio a Pillay viene esplicitamente presentato come una legittimazione dell'odio e dei pregiudizi nei confronti di Israele. La nota non si limita a criticare la scelta del Comitato Nobel, ma attribuisce a Pillay un ruolo attivo e determinante nella incessante demonizzazione di Israele, descritta come mossa da chiare motivazioni politiche. Il comunicato evidenzia inoltre il collegamento tra la figura di Pillay e la promozione delle accuse di genocidio, un elemento che costituisce il punto centrale e più controverso della reazione israeliana.

Il ministero rafforza ulteriormente la sua posizione con una seconda affermazione diretta e incisiva: “Se esistesse un premio per le menzogne, l'odio e le accuse infamanti, Pillay sarebbe la favorita assoluta.

Il suo ruolo nell'incessante demonizzazione di Israele, con motivazioni politiche, e nella promozione delle accuse di genocidio è eloquente”. Questo passaggio concentra l'attacco su tre aspetti fondamentali: le menzogne attribuite alla narrazione contestata da Israele, l'odio manifesto indicato nella nota e le accuse infamanti associate all'intera vicenda.

Il ruolo di Navi Pillay nella reazione israeliana

Navi Pillay è menzionata specificamente nella reazione israeliana come presidente della Commissione internazionale indipendente d'inchiesta sul Territorio palestinese occupato, compresa l.