La quinta commissione Servizi sociali del Consiglio Valle ha espresso parere favorevole, il 14 ottobre 2026 ad Aosta, a un disegno di legge che introduce nuove disposizioni in materia di esame di maturità. Il provvedimento, che ha visto l'astensione dei gruppi FdI e Lega VdA, interviene sulla disciplina regionale delle prove di francese all’esame di Stato in Valle d’Aosta e ridefinisce la composizione delle commissioni d’esame nelle scuole della regione.

Il testo, articolato in sei articoli, modifica la legge regionale 11/2018, che attualmente regola lo svolgimento delle prove di francese all’esame di Stato in Valle d’Aosta.

L’obiettivo primario è garantire, a partire dall’anno scolastico 2026-2027, la presenza di un docente aggiuntivo di lingua francese nelle commissioni dell’esame di maturità.

Adeguamento normativo e tutela del bilinguismo

La presidente della commissione, Luisa Trione del Centro Autonomista, ha sottolineato come il provvedimento sia fondamentale per l'adeguamento della normativa valdostana alla riforma nazionale dell’esame di maturità. Ha inoltre evidenziato l'importanza di salvaguardare le specificità dell'ordinamento scolastico regionale e le prerogative statutarie della Regione in materia di bilinguismo. Trione ha ribadito che il testo risponde all'esigenza di armonizzare la legislazione regionale con quella nazionale.

Questa soluzione è stata definita attraverso un confronto istituzionale con il Ministero dell’istruzione e del merito. Il meccanismo individuato consentirà lo svolgimento delle prove scritte e orali di francese senza modificare le quattro discipline individuate annualmente a livello nazionale e, crucialmente, senza alterare la composizione ordinaria delle commissioni d’esame prevista dalla normativa statale.

Francese integrato, non sostitutivo

Il disegno di legge si inserisce in un percorso già avviato per la maturità in Valle d’Aosta. A partire dal 2027, le commissioni d’esame vedranno l'introduzione di un docente aggiuntivo di lingua francese. È importante sottolineare che il francese non andrà a sostituire una delle materie previste a livello nazionale, ad eccezione dei casi in cui la lingua francese sia già parte integrante del piano di studi specifico.