Il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, ha espresso soddisfazione per l'archiviazione dell'indagine per corruzione elettorale. Il procedimento, che coinvolgeva anche il consigliere comunale Stefano Salmè e Daniela Perissutti, si è concluso con la caduta delle accuse per tutti. La vicenda era incentrata su un presunto accordo elettorale legato alla nomina di Perissutti nella società partecipata Arriva Udine.
De Toni ha ribadito con forza che «la politica non si fa in tribunale», sottolineando l'importanza del confronto politico. L'indagine era scaturita da un esposto di consiglieri comunali di centrodestra, che ipotizzavano una correlazione tra l'accordo elettorale e la designazione di Daniela Perissutti a vicepresidente di Arriva Udine.
Le dichiarazioni del sindaco e la prospettiva politica
Dopo l'archiviazione, il sindaco De Toni ha collegato la chiusura del caso al dibattito politico cittadino. Ha enfatizzato che il luogo proprio della politica è il Consiglio comunale, non le aule di giustizia. Ha ringraziato il suo legale, l'avvocato Luca Ponti, e ha criticato la minoranza consiliare, ritenuta responsabile dell'esposto che ha generato la vicenda.
Il primo cittadino ha anche affrontato il tema di una sua possibile ricandidatura a capo del Comune di Udine. De Toni ha indicato questa come la prospettiva più probabile al momento, pur specificando che valutazioni precise saranno rimandate al quadro politico successivo alle elezioni nazionali.
Tale dichiarazione si inserisce nel contesto del suo mandato amministrativo.
Il procedimento giudiziario: dettagli e coinvolti
Il provvedimento di archiviazione, disposto dal GUP del Tribunale di Udine, ha riguardato Alberto Felice De Toni, Stefano Salmè e Daniela Perissutti. L'indagine si era concentrata sull'ipotesi di corruzione elettorale e sul presunto accordo per la nomina di Perissutti in Arriva Udine. Le accuse sono state archiviate per tutti i soggetti coinvolti.