Il vicepremier e ministro Matteo Salvini è intervenuto a Milano, a margine di Eicma, il Salone internazionale delle due ruote, per commentare i tagli alla scuola inseriti nella prossima manovra. Il leader della Lega ha dichiarato di non essere stato a conoscenza della misura prima di ricevere domande sull’argomento, annunciando che il suo partito presenterà delle proposte per modificare il testo.
Interrogato specificamente sulle riduzioni previste per il comparto scolastico, Salvini ha affermato: “Sicuramente il taglio al mondo della scuola in questo momento è qualcosa su cui ragionare e come Lega qualche proposta la faremo”.
Alla domanda diretta se si aspettasse tali tagli, ha risposto con fermezza: “No, io non ne sapevo niente”.
Le cifre dei tagli e la reazione del Governo
L’intervento di Salvini è avvenuto nella mattinata del 3 novembre 2026. Il tema centrale riguarda le consistenti riduzioni di personale previste per il settore scolastico nella manovra per il 2027. Le stime indicano un taglio complessivo di 6.974 posti. Nello specifico, la misura prevede la riduzione di 4.925 docenti dell’organico dell’autonomia e di 2.049 unità di personale ATA. Queste cifre sono emerse dalle tabelle del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), che delineano il capitolo scuola della manovra.
Secondo quanto emerso, il Ministero dell’Istruzione e del Merito sarebbe stato colto di sorpresa da questa decisione.
La questione dei tagli, infatti, non sarebbe stata oggetto di discussione in Consiglio dei ministri, ma sarebbe affiorata direttamente dall’analisi dei dati forniti dal MEF, generando un certo stupore all'interno del dicastero.
La ferma opposizione del mondo scolastico
Le associazioni e le sigle sindacali del settore scolastico hanno espresso una netta contrarietà alle misure proposte. L’ANP (Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola) ha già sollecitato il Parlamento a intervenire per correggere la norma. L’associazione ha inoltre evidenziato che, sommando i nuovi tagli a quelli già previsti nella manovra 2025, il totale delle riduzioni di organico ammonterebbe a 14.808 posti in meno nel giro di pochi anni.
I sindacati hanno contestato con forza l’argomento del calo demografico come giustificazione per la riduzione del personale. Sostengono che una diminuzione del numero di studenti dovrebbe piuttosto tradursi in un miglioramento delle condizioni di insegnamento e apprendimento, con classi meno affollate e un rapporto docenti/studenti più favorevole, anziché in un taglio indiscriminato di posti di lavoro.