Qualcuno l'ha definita una guerra tra poveri. E probabilmente questo termine è quello più giusto per inquadrare al meglio il fenomeno delle occupazioni delle case abusive. Spesso ciò avviene nelle case popolari, dove contratti di affitto e acquisizioni tramite graduatorie subiscono macchinose manipolazioni o rallentamenti, portando dunque i più bisognosi ad accaparrarsi le abitazioni che rimangono per più di due settimane libere. 

Una corsa contro tutto e tutti, contro le istituzioni, ma anche una guerra tra poveri appunto. Ma sono solo stranieri ad occupare le case? Purtroppo no. Molte famiglie italiane sono ridotte alla povertà e spesso chi ha dei bambini di pochi mesi cerca di occupare le abitazioni popolari per dare un giaciglio caldo ai propri figli. 

Appropriazione indebita

Tecnicamente il reato che può essere applicato è proprio quello di appropriazione indebita.

Infatti il Comune di Roma, proprietario degli immobili, potrebbe esercitare il diritto di sfratto, ma spesso le famiglie che hanno bambini piccoli (o spesso con donne in gravidanza) non possono essere sfrattate con la forza.

Una situazione particolare che sta creando non pochi problemi alla popolazione romana, che continua ad essere scossa anche dal pregiudizio e dalla paura, che viene alimentata anche da atteggiamenti sbagliati.

Ma cosa succede veramente?

Prendiamo ad esempio il caso di una signora romana che a causa di un periodo di degenza ha dovuto abbandonare la sua abitazione andando dal fratello. Al suo ritorno ha trovato la casa occupata da una famiglia italiana che aveva due bambini piccoli al seguito.

Una storia assurda, anche perché questa famiglia era totalmente disperata e accusava anche una scarsa presenza da parte della padrona.

I migliori video del giorno

In parole povere, esiste questa filosofia che, se nel caso il Comune non fa il proprio lavoro, si è autorizzati ad occupare anche con la forza. Una mentalità sbagliata che rischia davvero di far implodere la situazione, inasprendo la guerra tra poveri che continua ad aumentare nei quartieri popolari della Capitale

CASE A RISCATTO E MISURE PER EMERGENZA ALLOGGIATIVA

L’emergenza alloggiativa può e deve essere superata. La casa non può essere un privilegio. È necessario trovare soluzioni adeguate che diano risposte concrete e durature, non volte esclusivamente a gestire il momento rimandando il problema che prontamente si ripropone a distanza di qualche mese o di qualche isolato. Risposte in grado di tutelare la dignità delle persone, iniziando dai cittadini che da anni attendono, purtroppo vanamente, di ottenere un alloggio dalle istituzioni. Sono convinta che una gestione sana del patrimonio comunale possa consentire di assegnare mille alloggi all’anno a chi è in graduatoria e ha diritto alla casa, invece delle attuali cento assegnazioni l’anno. Il mio programma per l’emergenza casa prevede che siano venduti alle famiglie in regola che li abitano 30.000 alloggi comunali: almeno il 90% di loro è pronto ad acquistarle, chi non può farlo resterà tranquillamente al suo posto. Con i soldi incassati e con quelli risparmiati dalle manutenzioni saranno costruiti nuovi alloggi o direttamente comprati sul mercato. Ci sono quindi le condizioni ideali per reperire le case che mancano per dare alle migliaia di famiglie in difficoltà il tetto che meritano. E lo farò privilegiando il meccanismo della “casa a riscatto”: chi paga regolarmente l’affitto e ne cura la manutenzione, acquista gradualmente la proprietà, fino a riscattarla al termine del percorso. #Cronaca Roma