Dalla Flaminia alla Portuense, mancano panchine, paline, tettoie: le fermate dei bus a Roma stanno diventando sempre più pericolose o, per lo meno, estremamente insicure. L'agenzia della mobilità non può far altro che ammettere la situazione di disagio, dichiarando che, in effetti, le vecchie fermate dei bus, ovvero quelle che vennero stabilite in passato, non rispondono più agli standard normativi in vigore attualmente ed ecco perchè i cittadini sono, spesso, costretti ad aspettare i #mezzi pubblici senza avere la possibilità di sfruttare un marciapiede o una pedana.

Roma, fermate Atac impossibili: dov'è la sicurezza nell'aspettare il bus?

Ancor prima delle tettoie (anch'esse comunque importanti), mancano gli standard minimi di sicurezza: Flaminia, Portuense, Camilluccia, Pontina, Trionfale, il denominatore comune è la mancanza di sicurezza.

Nella campagna dell'Ardeatina, addirittura, come riportato dall'edizione locale de 'Il Corriere della Sera', interviene periodicamente un fabbro, un 'signore del posto che da solo ha aggiustato la pensilina - come ha dichiarato Elena Carpentieri 'abbiamo contattato più volte l'Atac e ci siamo sentiti rispondere che era previsto un intervento imminente. Il problema è che aspettare l'autobus era diventato troppo pericoloso: ci sono delle mamme con dei bambini e qui non ci sono strisce pedonali, non ci sono marciapiedi e, spesso, occorre attendere sotto la pioggia e con il vento. Così, dopo due settimane, ci hanno pensato i residenti a sistemare la fermata, come potevano'.

Mancano paline, panchine e tettoie: un fabbro fai da te si sostituisce all'Atac

Non si può andare avanti così, denunciano gli utenti Atac, è troppo pericoloso, occorre fare al più presto qualcosa prima che succeda qualcosa di terribile e di irreparabile.

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Sulla Camilluccia, addirittura, una fermata dell'autobus 'c'è ma non si vede' e l'autobus, spesso, tira dritto, mentre sulla Braccianense, fino a tre anni fa c'era tutto l'impianto di una fermata: ora, invece, è rimasta solamente la palina... #Cronaca Roma