La storia è ormai ben nota, da un giorno all'altro è stata inserita una corsia preferenziale su via portonaccio a Roma.

In un solo mese, sono state notificate ben 136.259 sanzioni, per un valore di 11 milioni di euro, che sono entrati nelle casse del Comune di Roma solo nei primi 28 giorni.

Nei mesi successivi all'introduzione della corsia, il numero dei multati è andato ad aumentare fino a raggiungere circa 13000 cittadini, che hanno poi deciso di riunirsi e organizzarsi per far valere i propri diritti.

E' nato così il gruppo Facebook "Uniamoci contro le multe di via di Portonaccio" amministrato da Luca Cardia, che conta ad oggi più di 15000 membri e che tiene aggiornati e documentati tutti i cittadini romani vittime di questa pratica ambigua del comune di Roma.

Questi stessi cittadini dichiarano infatti di sentirsi truffati dal Comune di Roma, perché non si può cambiare un senso di marcia così importante senza una comunicazione adeguata.

Il 23 settembre 2017 si sono pertanto riuniti alle ore 16:00, partendo da Largo Camesena protestando contro la segnaletica orizzontale e verticale assolutamente inadeguata e chiedendo un annullamento delle sanzioni in via di autotutela.

E' intervenuto durante l'evento anche Fabrizio Ghera [VIDEO], Consigliere dell’Assemblea Capitolina di Fratelli d’Italia che si è dimostrato fin da subito molto sensibile alla causa e che si è attivato molto per dare visibilità e sostegno ai romani vittime di Portonaccio, sostenendo anche lui che il ripristino della corsia preferenziale non sia stato comunicato in modo adeguato e che di fronte ad un problema così importante, e richiedendo personalmente l'accesso agli atti per approfondire la vicenda.

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L'Avv. Laurenzano dell'Ufficio Legale dell'Associazione CODICI ha dichiarato: “La revoca delle sanzioni in via di autotutela è un atto dovuto - l'amministrazione capitolina forse pensa di risanare le casse comunali a danno dei cittadini che hanno percorso via del Portonaccio”.

L'Associazione CODICI ha, di fatto, già attivato vari ricorsi al Giudice di Pace, rappresentando più di 2500 cittadini romani e contestando un numero approssimativo di 10000 sanzioni.

In settimana, l'Associazione ha anche annunciato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, al fine di costituirsi parte civile e rappresentare legalmente i migliaia di cittadini ingiustamente multati e vessati dalla vicenda.