L'allarme lanciato da Antonio Marfella, oncologo responsabile dell'Isde (International society of doctors for environment) a proposito della sanità campana è forte e inequivocabile: “Stiamo perdendo la nostra battaglia contro il cancro – ha dichiarato l’oncologo - Questa malattia si diffonde con un'incidenza del 4% l'anno e il costo delle cure dal 2002 è aumentato del 400 %. Di questo passo il servizio sanitario non potrà reggere”.
Secondo il dossier elaborato dall'Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e dall'Airtum (Associazione italiana registri tumori), nel 2012, infatti, si sono verificati in Campania oltre trentamila nuovi casi di tumore, circa cinquecento in più rispetto al 2011.
Secondo i medici "sentinella", responsabili dal 2008 del monitoraggio ambientale campano, per contrastare questa situazione un ruolo primario deve essere giocato dalla salvaguardia dell'ambiente e da un reale impegno per la riqualificazione ambientale attraverso bonifiche territoriali dai rifiuti tossici e industriali.
La preoccupazione dei medici è condivisa non solo in ambito italiano: “Tenere pulito l'ambiente è oggi una priorità ineludibile. I politici chiedono tempo, ma noi non possiamo più aspettare. Il tempo è già scaduto perché il cancro non aspetta. Il cancro è oggi”. Queste drammatiche parole del prof. Antonio Giordano, oncologo napoletano direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia, ribadiscono, infatti, l'attenzione dell'intera comunità internazionale per la gravità della situazione sanitaria in Campania.
Attenzione che si è in questi giorni concretizzata in un impegno concreto. Il manifesto-appello "Campania Terra di Veleni", promosso da Giordano insieme a Giulio Tarro, virologo di fama internazionale, e già firmato da più di 500 tra medici, ricercatori e intellettuali, ambisce infatti, attraverso una petizione on-line, a sensibilizzare politica e istituzioni sul legame inestricabile tra salvaguardia dell'ambiente e difesa della salute.