È opinione comune che i formaggi facciano male al cuore ma allora non si spiegherebbe il perché in Francia le malattie cardiovascolari, gli ictus e gli infarti siano meno diffusi che in altri. I francesi, infatti, sono grandi consumatori di formaggi, con i loro 24 kg all’anno, da sempre in competizione con greci e italiani.
Un equipe di ricercatori guidata da Yuriy K. Bashmakov del Granta Park di Cambridge ha rivelato come sia proprio il Roquefort & Co. A proteggere il cuore, grazie ai peptidi bioattivi che hanno effetti positivi sul sistema cardiovascolare, sia per l’azione antitrmbotica che per il controllo della circolazione sanguigna.
I peptidi che si trovano all’interno dei formaggi sono in grado di inibire l’enzima di conversione dell’angiotensina che controlla la pressione arteriosa.
Il formaggio fa bene e un suo consumo moderato incide positivamente anche sul bilancio delle lipoproteine e del profilo lipidico plasmatico perché il formaggio non ha solo colesterolo cattivo. Grazie al formaggio, inoltre, si ingeriscono delle sostanze che riducono i fattori pro-infiammatori. Tanti altri formaggi, invece, contengono delle muffe speciali che controllano l’assimilazione del colesterolo, come per esempio la Penicillum Roqueforti, e prevenire l’insorgere malattie metaboliche come diabete e ipertensione.
Anche secondo un altro studio è risultato che il rischio di contrarre malattie cardiovascolari per chi mangia latticini è inferiore a chi consuma grassi di altro tipo: i latticini, infatti, sono ricchi di vitamina B, che aiutano a migliorare la funzione dei nervi e della memoria.