Sigarette elettronichesì, ma con riserva e grande attenzione all'etichetta. I Nas di Torino hanno sequestrato70.000 confezioni di nicotina sintetica cinesi che stavano per essere immessenel mercato italiano da una ditta torinese che opera nel fruttifero settoredell'e-smoke.

Il valore della mercesequestrata ammonta a 380.000 euro. La nicotina sintetica sequestrata non avevaistruzioni in italiano ma solo in cinese e non era presente sull'etichettaturail numero di telefono (dato obbligatorio) del responsabile della messa incommercio del prodotto.

In caso di ingestione odi contatto con la pelle la nicotina sintetica può risultare molto pericolosaper la salute del fumatore, cosa che può avvenire quando si ricarica lasigaretta elettronica.

Le società italiane cherealizzano questi prodotti ne sfornano 150.000 al giorno, mentre gli "svapatori"italiani ogni giorno consumano in totale 300.000 flaconcini. Sono tanti glie-smokers che acquistano le ricariche online e che si ritrovano a fumareprodotti cinesi che non supererebbero i controlli e dunque pericolosi per lasalute.

Una ricarica da 10millilitri costa circa 5,50/6,00 euro, mentre il costo di produzione è davveroirrisorio, dato che un chilo di nicotina costa da 70 a 500 euro, a seconda chesia di produzione cinese o europea.

Il business conta circa1.000 punti vendita in tutta Italia, la maggior parte dei quali concentrati nelNord. Nel 2012 il giro d'affari stimato è stato di circa 300 milioni di euro,anche se più esperti hanno messo in guardia dai tanti potenziali effetti nocivi delle e-cigs.