Potrebbe essere approvata già in settimana una nuova tassa a danno degli utilizzatori della sigaretta elettronica. Il Governo potrebbe introdurre la tassa già in settimana all'interno del decreto sui debiti della pubblica amministrazione. L'emendamento, presentato sia dal relatore di maggioranza che da quello di minoranza, fa già discutere. Ma di che cosa si tratta? Vediamo quali sono le novità.
Fino ad oggi con l'acquisto delle ricariche per le sigarette elettroniche veniva pagata l'Iva, ma non l'accisa prevista invece per i prodotti contenenti tabacco e nicotina.
Con l'entrata in vigore della nuova tassa, verrebbe introdotta l'accisa anche i prodotti sostitutivi alla sigaretta tradizionale. Secondo i primi commenti è certo che l'introduzione di questa nuova tassa farà parlare e scontenterà proprio loro, i consumatori dei nuovi dispositivi sostitutivi. Qualcuno vede nella manovra un piccolo cedimento da parte del Governo nei confronti dei tabaccai.
Qual è l'introito previsto dall'applicazione di questa tassa? Si tratta di poca cosa se paragonato alla portata globale del decreto che ammonta a circa 40 miliardi, i quali verranno impiegati per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione. Il Governo, con l'introduzione della nuova tassa e l'applicazione dell'accisa sull'acquisto delle sigarette elettroniche, otterrà un gettito di circa 2 milioni di euro.
Con l'entrata in vigore dell'emendamento, e questa è la novità sostanziale, le ricariche per sigaretta elettronica potrebbero finire sui banchi di vendita dei soli tabaccai, richiesta fatta più volte dalla categoria stessa. Ma cosa ne pensano i Monopoli di Stato? A rispondere al quesito, come si legge su quotidiano.net, è Pier Paolo Baretta, sottosegretario all'economia: "Bisognerà visionare la relazione tecnica dei Monopoli. Comunque è una scelta di carattere politico che dovrà prendere il Parlamento".