Prima o poi anche il servizio sanitario doveva subire i danni della pesante crisi economica e della necessità di procedere con ulteriori tagli alla spesa pubblica. A ritornare sull'argomento è Beatrice Lorenzin, ministro della Sanità, che sottolinea le pecche di un sistema sanitario, basato sui ticket, che non funziona più.

Come darle torto, visto che in Italia circa la metà dei cittadini possiede un'esenzione e non paga il ticket, sfruttando però l'80% delle prestazioni della Sanità pubblica? Il sistema sanitario si trova a gestire un'enorme incongruenza che rischia di vedere penalizzato tutto il servizio pubblico.

Secondo le previsioni del ministro Lorenzin, la soluzione non arriverà con tagli lineari, come accaduto in passato. La stessa, infatti, ha annunciato di aver ottenuto dal ministro dell'economia, Fabrizio Saccomanni, la certezza della copertura economica di 2 miliardi di euro proprio per i ticket sanitari. Il settore del servizio sanitario, secondo il ministro, ha ampi spazi di azione per poter operare tagli alla spesa e portare un risparmio di almeno 10 miliardi di euro.

Da dove intende partire la Lorenzin? Intervenendo sul metodo di calcolo delle esenzioni, per esempio. Ci sono regioni italiane dove questo metodo di calcolo è legato all'Irpef e concede al 70% della popolazione il diritto all'esenzione.

Il risultato è che chi paga il ticket si trova a dover sostenere maggiori spese per compensare.

Secondo il ministro, quindi, la prima mossa sarà quella di affiancare le esenzioni alla dichiarazione ISEE, sulla quale sarà annotato il numero di figli a carico. Ulteriore interventosarà quello di ridurre i costi per l'acquisto delle strumentazioni a prezzi standard per tutte le regioni italiane, a fronte di differenze di prezzo che in alcune occasioni raggiungono il 500%.

Verranno rivisti anche i tempi di ospedalizzazione, accorciando la degenza in ospedale per particolari patologie e riducendo i costi di gestione ancora troppo elevati. Si procederà ad un maggiore utilizzo e potenziamento dei servizi domiciliari e dei medici di famiglia, che assumeranno probabilmente una disponibilità di 24 ore su 24.

Con l'introduzione del canale telematico nel settore sanitario, poi, si potrebbe generare un risparmio impensabile. Anagrafe dei pazienti, ricette elettroniche, fascicoli basati sulle tecnologie informatiche, tutti i sistemi di digitalizzazione che rientrano sotto la e-health, potrebbero far risparmiare allo Stato ben 12 miliardi di euro.

Nei prossimi giorni è previsto un incontro tra i ministri Lorenzin e Saccomanni, per stabilire un piano di operatività che possa partire proprio da questi spazi di intervento, senza ricorrere a tagli indiscriminati.