Chi soffre di diabete mellito è costretto ad assumerequotidianamente l'insulina per regolare i livelli del glucosionel sangue e per gestire correttamente l'appetito. Di questa malattiasoffre il 5% della popolazione mondiale, ma una ricerca effettuata daun ricercatore italiano, il biologo Roberto Coppari che lavorapresso il Dipartimento di Fisiologia Cellulare dell'Università diGinevra, ha scoperto che i soggetti affetti da questa patologiain un prossimo futuro potranno fare a meno dell'iniezione quotidianadi insulina.

L'insulina è un ormone prodotto dal pancreas cheregola la metabolizzazione del glucosio, quando questo organomanifesta disfunzioni nella produzione dell'ormone è necessariointervenire con l'assunzione tramite iniezione.

Questo metodo percontrastare il diabete non è privo di controindicazioni: un dosaggioerrato può provocare, per esempio, ipoglicemia conconseguente perdita di conoscenza e spesso, soprattutto nei pazientianziani, è causa di malattie cardiovascolari. Il professorCoppari ha scoperto che l'ormone leptina è perfettamente ingrado di regolare le riserve di grasso e l'appetito.

Coppari, con ilsuo team di ricercatori ha sottoposto a dei topi di laboratorio aquesto trattamento eliminando completamente l'insulina, il risultatoè stato eccellente: il 100% dei roditori è sopravvissutoall'assenza di insulina.

I risultati della ricerca sono statipubblicati sulla rivista scientifica Cell Metabolism.

Il datorilevante che ha sorpreso i ricercatori è che l'azione antidiabeticadella leptina è risultata mediata da neuroni diversi daquelli che svolgono le stesse funzioni negli animali sani. Secondoquanto affermato dal professor Coppari "Attraverso questa scopertasiamo nella direzione giusta per trattare il diabete con untrattamento alternativo a quello insulinico".

Coppari è uno deitanti esempi di italiani che per fare ricerca hanno dovuto recarsipresso altri Paesi, infatti tra il 2008 e il 2010 ha dovutocombattere una disputa con l'Università di Ancona poiché lastessa decretò la sua decadenza come ricercatore mentre era incongedo per svolgere l'insegnamento negli Stati Uniti, ma il Tarannullò tale decadenza.

Un altro brillante cervello che è dovutofuggire dall'Italia.

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