"Dormire è distrarsi dal mondo”, lo suggerisce metaforicamente Jorge Luis Borges in Finzioni, invece gli studiosi americani dimostrano che dormire non è solo questo, ma è anche una modalità di “automantenimento” del proprio cervello.
Il sonno viene considerato da molti un istinto naturale, indispensabile per la sopravvivenza, esattamente come la fame, la sete o l'attività sessuale. Esso è un processo fisiologico periodico essenziale per una buona qualità della vita. Il riposo che deriva dal sonno ha una proprietà ristoratore per l'intero organismo.
La sua importanza è stata ampiamente dimostrata.
L'ultimo studio, effettuato da alcuni scienziati presso l'Università di Rochester, dichiara che il sonno ha proprietà purificanti per il cervello, aiutando ad eliminare le tossine. Secondo questi durante il sonno le cellule cerebrali diminuiscono il loro volume, permettendo al liquido cerebrospinale di “lavare” i neuroni. Quindi il sonno sarebbe un vero e proprio strumento di mantenimento del cervello, ma un suo malfunzionamento potrebbe influire la comparsa di alcune malattie come il morbo di Parkinson o l'Alzheimer, caratterizzate da presenza di accumuli proteici dannosi per i neuroni.
Ma il sonno presenta anche altre funzioni di incontestabile importanza, come per esempio la funzione di stimolo per la maturazione corticale e la formazione di collegamenti fra neuroni, soprattutto nei neonati che hanno bisogno di dormire 17 ore al giorno.