Recentemente ha suscitatomolta emozione il caso di una bimba affetta da una malattia la cui origine èsconosciuta. Mi riferisco al caso di Beatrice, conosciuta ai più attraverso lasua pagina su Facebook 'Il mondo di Bea'. La patologia cheaffligge la piccola riguarda le sue articolazioni che hanno cominciatoinspiegabilmente a calcificarsi portando così il suo corpo ad irrigidirsi. Questo almeno è quanto è dato sapere.

La medicina nonconosce una cura. Spesso la medicina è alla ricerca di una spiegazione di tipogenetico per ogni patologia. Ne consegue che molte patologie concaratteristiche analoghe vengono considerate aventi una causa completamente differente.

Nel caso di Beaviene detto che si tratta dell'unico caso al mondo di calcificazione dellearticolazioni. Tuttavia esistono casi analoghi di calcificazione progressivadei muscoli. Fra l'altro la calcificazione delle articolazioni è un processo cheosserviamo quotidianamente in alcune persone anziane.

Tornando al casodi Bea, potremmo domandarci se si può tentare qualcosa che possa arrestare lamalattia o addirittura farla regredire, pur non individuando esattamente lacausa a monte del problema. Ebbene, citavoprima almeno un caso di calcificazione dei tessuti molli. Questo caso è riportatonel libro "Health Preserver" di Wilfrid E. Shute. Il bambino interessato daquesta patologia è stato curato attraverso la somministrazione di vitamina E.

Nellibro non viene detto quanta vitamina E fosse stata somministrata giornalmente ma èverosimile che le quantità ammontassero a oltre 1 gr/dia.

La vitamina E hafunzionato per la sua capacità di normalizzare il metabolismo del calcio.Quando il metabolismo del calcio è alterato si verifica un incremento delcalcio intracellulare mentre la vitamina. E ha l'effetto opposto. Il calcio intracellulareè estremamente tossico e porta alla calcificazione della cellula. Qualsiasiorgano può essere colpito da calcificazione portando a patologie apparentementediverse fra loro a seconda dell'organo interessato.

La vitamina E non èla sola risorsa a disposizione di patologie correlate ad un metabolismoalterato del calcio.

Anche il magnesio è chiaramente antagonista al calcio,e anzi rappresenta il meccanismo di basedi protezione dal calcio intracellulare (R. Peat, Calcium and Disease). Il magnesio si lega alla molecola di ATP stabilizzandola, ma quando il magnesio vieneperso dalla cellula (come nel ipotiroidismo) allora il calcio si lega allamolecola di ADP incrementando il contenuto di calcio intracellulare.

A volte il calciostesso assunto in quantità troppo basse porta alla calcificazione dei tessutimolli. Infatti, poiché i valori del calcio nel sangue devono mantenersicostanti, l'organismo fornisce dei meccanismi di emergenza nel caso in cuiquesti valori dovessero abbassarsi troppo. Attraverso il paratormone (PTH) ilcorpo interviene per utilizzare il calcio presente nelle ossa.

Questomeccanismo di emergenza non è privo di effetti collaterali in quanto il PTHstimola contemporaneamente l'assunzione del calcio da parte degli altri tessutidel corpo.

Anche le vitamine D e K concorrono al correttometabolismo del calcio. Spero risulti evidentecome patologie apparentemente diverse fra loro abbiano in realtà una radicecomune e possano essere curate e prevenute attraverso un apporto adeguato dialimenti o ricorrendo nei casi più gravi ad integrazioni massicce sottosupervisione medica. In questi casi non c'è bisogno di chiamare in causa lagenetica.