E' stato isolato a Trieste il virus dell'influenza che colpirà lapopolazione italiana questo inverno: come spiega alla stampa FabrizioPregliasco, virologo dell'Università di Milano, si trattadel virus H1N1: "Il patogeno più vecchio e conosciuto, giàpresente in epidemie di anni precedenti. È una vecchia conoscenza,insomma, per il sistema immunitario di molti italiani".

Si deve precisare che il piccodell'influenza è previsto, come ogni anno, con l'inizio del freddo intenso e dunque con l'arrivo dell'inverno.

C'è un arco di tempo ancoradisponibile per la sanità italiana per preparare al meglio lacampagna per il vaccino contro l'influenza del Virus H1N1, lacosiddetta "influenza suina".

E questa volta dovrà esser fatta conun'attenzione particolare: stando infatti a quanto riportato dallepiù autorevoli riviste scientifiche del mondo, quali PlosMedicine, The Lancet, ed anche l'italiana Le Scienze, secondo unaricerca svolta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS),che ha coinvolto più di 60 ricercatori, biologici e virologi ditutto il mondo, le morti globali dell'influenza per contagio del virusnell'epidemia del 2009 avrebbe un numero impressionante: 203.000vittime, dieci volte di più di quanto fu dichiarato ufficialmentedalle organizzazioni ed istituzioni di tutto il mondo.

Un dato,quindi, che spiega da sé come la presenza del virus in Italia nondebba essere presa alla leggera, e come le campagne di prevenzione daparte delle istituzioni di sanità pubblica dovranno essere svoltecon la massima professionalità possibile.

La stima del 2009 di 18.449 decessiufficialmente dichiarata non è quindi vera, e, purtroppo, si evincedall'ultimo studio dell'OMS che il tasso di mortalità per contagiodel virus H1N1 è decisamente più alto, dieci volte di più diquanto dichiarato.

Il basso numero del 2009 è dovuto, infatti, adun'errata indagine delle strutture e delle organizzazioni di sanitàpubblica, che presero come campione solamente casi di influenza incui la presenza del virus era stata dimostrata da esami dilaboratorio, esami, tra l'altro, effettuati solo su per parte dellepersone colpite da influenza.

La realtà che oggi viene rivelatadall'OMS è che quindi il virus è molto più pericoloso di quantonon ci si aspettasse, e ciò consiglia ovviamente di tenere alta laguardia e di avviare tutte quelle pratiche di profilassi che possanoscongiurare la propagazione del temibile virus.

Il numero dei decessi della pandemiadel 2009, afferma l'OMS, è destinato ulteriormente a crescere, sealle vittime per contagio diretto si aggiungono inoltre coloro chesono deceduti per l'aggravamento delle patologie già presenti nelloro stato di Salute, un'addizione da cui risultano 400mila decessi,un numero pazzesco che dimostra chiaramente l'aggressivitàdell'agente patogeno, e purtroppo la scarse conoscenza della scienzaa riguardo.

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Non si risultano ancora oggi, inoltre, i dati sui decessidell'influenza del 2009 nelle regioni del Sud-Est asiatico, per cuinon è difficile immaginare, dato anche l'altissima densitàdemografica di quella regione del mondo, come il numero possa essereancora notevolmente più grande.

A conferma dell'aggressività del H1N1, la ricerca dell'OMS dimostra che tra le vittime del contagiorisultano molti giovani, o comunque persone con un'età non superioreai 65 anni, quando il declino del sistema immunitario rende particolarmente esposti a contrarre influenze e patologie connesse alcontagio virale.

E anche l'adattabilità del virus ai diversiambienti del mondo è purtroppo incredibile: l'agente patogeno si èdimostrato infatti compatibile ed adattabile a tutte le latitudinidel globo, dalle regioni tropicali come il Messico e Brasile, aquelle equatoriali come in alcune zone dell'Africa, per finire aquelle miti e temperate come l'Europa o la Nuova Zelanda.

La ragione consiglia che se nel 2009 leorganizzazioni di sanità pubblica mondiale hanno avuto il torto disottovalutare la pericolosità del Virus H1N1, dati i risultatidell'OMS, farlo ora sarebbe qualcosa di più che correre un semplicerischio.

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