Il narghilè, o pipa ad acqua, è un antico strumento per il fumo, di origine egiziana, che secondo studi recenti risulta altamente dannoso. Ebbene si, l'Università della Florida mette in guardia i giovani dal farne uno spropositato consumo. Infatti Ruben Blachman-Braun spiega che esso può essere considerato da molte persone, soprattutto tra i giovani, meno dannoso dell'uso quotidiano delle sigarette. Da questo nasce l'errore, dato che proprio l'Organizzazione mondiale della sanità mette i cittadini in allerta dicendo che una seduta di naghilè dura dai 20 agli 80 minuti e in questo periodo di tempo si può inalare tranquillamente un quantitativo di fumo pari a 100 sigarette.





Il risultato è un alto rischio di incorrere in varie malattie. La prima su tutte è l'avvenelamento da monossido di carbonio, poi la tubercolosi ed infine altre malattie dovute alla condivisione del bocchino attraverso il quale si aspira, portando gli individui ad incappare in un herpes oppure in un'influenza. Alto è anche il rischio di contrarre cancro, danneggiando il cuore ed aumentando il rischio oncologico.



Funzionamento: il narghilè è composto da un contenitore d'acqua, spesso profumata, dando la sensazione a chi fuma che i danni che si stanno subendo siano minimi, con all'interno una sorta di spirale che permette il raffredamento del fumo prima che questo possa giungere alla bocca del fumatore tramite un tubicino flessibile o, in pochissimi casi, rigido.

Il fumo si ottiene da foglie di tabacco impregnate di melassa. L'origine è egiziana, ma il grande successo subito ottenuto ne ha permesso un'ampia diffusione non solo in Africa e nei Paesi Prientali, ma anche in Occidente, approdando in Italia nel 1903.