In America è quasi uno sport nazionale, e non vi è riunione familiare che non preveda un enorme barbecue pieno di profumatissima carne che cuoce lentamente con il calore di legna, carbonella o gas.

In Italia è un fenomeno che sta prendendo sempre più piede, tanto che lo scorso giugno a Perugia si è tenuto perfino il primo festival italiano dedicato agli amanti del barbecue, dal titolo "PIACERE BARBECUE - il braciere è tutto mio".

Non faranno quindi piacere a tutti gli appassionati della classica grigliata, le notizie che arrivano dagli Stati Uniti, ed in particolare dalla Icahn School of Medicine di Mount Sinai, nello Stato di New York.

La carne cotta sulla griglia, si dice nello studio, contiene dei livelli molto alti di Prodotto Glicato Finale (in inglese Advanced Glycation End-product o più semplicemente AGEs), cioé una sostanza frutto di una catena di reazioni chimiche tra gli zuccheri e le proteine normalmente contenute nella carne animale, reazione attivata dalla cottura ad alte temperature ed in assenza di acqua.

Questa sostanza è già presente naturalmente nel nostro corpo, seppur in maniera molto limitata, ma secondo la Icahn School mangiare abitualmente alimenti che vadano ad incrementarne il livello, può aumentare notevolmente il rischio di ammalarsi di Alzheimer o di diabete.

Lo studio effettuato in prima battuta sui topi, ha infatti dimostrato che in tutti gli esemplari che erano stati sottoposti ad un'alimentazione con prodotti ad alto contenuto di AGEs, la sostanza inibiva la produzione da parte del corpo della SIRT1, nota anche come sirtuina-1 deacetilasi NAD-dipendente, una proteina che regola importanti funzioni dei sistemi neurologici, immunitari ed endocrini del corpo.

Gli scienziati hanno poi cercato la controprova sugli umani ed hanno selezionato un campione di individui sani oltre i 60 anni, metà dei quali pur non avendo alcuna malattia presentavano già un elevato quantitativo di AGEs nel sangue. Queste persone sono state monitorate per 9 mesi e gli scienziati hanno trovato la conferma di quanto già rilevato sui topi: chi aveva un quantitativo di AGEs più alto nel sangue, aveva meno SIRT-1 e di conseguenza era più esposto al rischio di contrarre Alzheimer e diabete.

Lo studio è stato pubblicato sul Proceedings of the National Academy of Sciences, la più importante e prestigiosa rivista scientifica d'America pubblicata dalla United States National Academy of Sciences (ovvero l'Associazione che unisce tutte le facoltà di scienze delle università americane), ed ha quindi un serissimo fondamento scientifico.

Spaventati? Non è il caso. Non dobbiamo pensare, infatti, che basti una grigliata con gli amici una volta ogni tanto per farci ammalare di Alzheimer o di diabete. E' lo studio stesso a riferire che è solo l'uso abituale e prolungato che può provocare dei problemi al corpo umano.

Seguire invece una dieta bilanciata, ricca di vitamine e minerali più che di carboidrati, proteine complesse o grassi saturi, ci garantisce che una gustosa bistecca alla griglia ogni tanto è un piacere che nessuno potrà toglierci.