Con la primavera e il germogliare di piante e fiori, tornano inevitabilmente le noiose allergie stagionali che, negli ultimi venti anni, sono aumentate in modo impressionante.

Secondo una recente indagine condotta dall'Anifa (Associazione Nazionale dell'Industria Farmaceutica) infatti, quattro italiani su dieci soffrono di problemi allergologici stagionali, causati principalmente dalla comparsa dei primi pollini.

Starnuti, lacrimazioni frequenti, tosse e difficoltà respiratorie, asma, prurito di gola e naso, congiuntiviti, senso di gonfiore delle labbra, riniti e dermatiti sono i sintomi più frequenti.

E' stato registrato soprattutto un incremento di allergia al cipresso (che si presenta maggiormente nel periodo da febbraio a fine marzo, con possibili anticipi a gennaio o continuazioni fino ad aprile), in particolare nel Centro Italia. La causa scatenante è da ricercarsi nell'aumento della coltivazione di cipresso a scopo ornamentale o di rimboschimento e il problema coinvolge maggiormente i bambini: uno su dieci soffre di pollinosi da cipresso

Le allergie non sono altro che una difesa del sistema immunitario verso componenti che abitualmente, in un soggetto normale, sono ben tollerati. I meccanismi che le scatenano sono molto complessi e sono da ricercare sia in una componente genetica, sia nelle variazioni del clima e nell'aumento dell'inquinamento atmosferico ambientale.

Vediamo, quindi, quali sono le dieci regole che un soggetto allergico deve seguire, per combattere l'allergia e lenirne i sintomi.

Gli esperti consigliano, prima di tutto, di tenere sotto controllo il calendario dei pollini e raccomandano di non uscire durante le giornate secche e ventose, in cui la concertazione dei pollini è più elevata. Lo stesso dopo un temporale; l'acqua, infatti, spezza i granuli pollinici in frammenti più piccoli, che riescono così a raggiungere più facilmente le vie respiratorie, penetrando in profondità.

E' consigliabile l'uso di mascherine durante i lavori fuori casa, in modo da filtrare l'aria e limitare il più possibile la penetrazione dei pollini nelle vie aeree.

Evitare viaggi in automobile o in treno con i finestrini aperti; l'ideale sarebbe viaggiare in autoveicoli muniti di aria condizionata e filtri di aerazione anti-pollini (che bisogna pulire di frequente).

Usare delle accortezze anche quando si è in casa. Rincasando, bisogna cambiare immediatamente le scarpe, per evitare che trasportino all'interno particelle di allergeni. Evitare di aerare gli ambienti nelle ore più calde della giornata, quando la concentrazione dei pollini è maggiore. Lavare spesso i pavimenti, prestando attenzione all'uso dell'aspirapolvere che, se non adeguata e ben funzionante, può causare l'effetto contrario, sollevando particelle allergizzanti e diffondendole nell'aria.

Tappeti e moquette andrebbero eliminati del tutto, perché trattengono maggiormente le microparticelle; infatti, gli allergeni vi si annidano ed è veramente complicato eliminarli, se non impossibile. Infine, fare la doccia e lavare i capelli tutte le sere. I granuli pollinici, infatti, rimangono facilmente intrappolati tra i capelli e la notte possono depositarsi sul cuscino ed essere inalati.

Questi rimedi servono a lenire il problema allergico, ma non a risolverlo. E' comunque necessario sottoporsi a controllo di un allergologo esperto e, se necessario, ricorrere a farmaci quali antistaminici e colliri congiuntivali. Se i sintomi sono particolarmente intensi, si possono assumere anche cortisonici, sempre sotto consiglio medico.

Una volta superati i sintomi, è importante non dimenticarsi della possibilità dei vaccini, oggi disponibili anche in gocce o compresse sublinguali. Le vaccinazioni vanno, però, effettuate prima della stagione pollinica e, per avere risultati concreti, devono essere ripetute per almeno tre o cinque anni consecutivi.