Avere un figlio è il sogno di tutte le coppie al mondo, che a volte, dolorosamente si scontra con la dura realtà di non poterli concepire in maniera naturale per questioni biologiche o genetiche.
Ma agli aspiranti genitori italiani è venuta in soccorso una sentenza del 9 aprile scorso attraverso cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima parte della legge 40 del 2004 che vietava di fatto la fecondazione eterologa; quindi, da adesso, le coppie in cui uno dei due partner risulta sterile, potranno rivolgersi a uno dei 355 centri per ricevere spermatozoi o ovuli in donazione.
Per fecondazione eterologa s'intende quando il seme maschile o l'ovulo femminile provengono da un soggetto estraneo alla coppia offerto (anche se nel resto d'Europa viene riconosciuto un compenso al donatore) in modo gratuito e oblativo. Per accedere alla fecondazione eterologa, si dovrà essere coppia eterosessuale (sposati o conviventi) con sterilità accertata da certificati medici; la possibilità è estesa anche a coppie nelle quali uno dei due sia portatore di malattie sessualmente trasmissibili, tipo HIV o epatite C. Esclusi da questo metodo, quindi, saranno le coppie omosessuali, donne o uomini single e naturalmente le coppie fertili.
Prima dell'ammissione della fecondazione eterologa, circa 1900 coppie italiane sono state costrette a rivolgersi all'estero per sottoporsi al trattamento ed il prezzo richiesto in media si aggira intorno alle 8.000 euro.
Attualmente, nel mondo, sono oltre 4 milioni le persone nate grazie a questo trattamento.