All'istituto "Nazionale Tumori-Fondazione G. Pasquale" la settimana scorsa è stata effettuata una ricerca approfondita, al fine di capire quali sono le zone più colpite dalle sostanze tossiche sprigionate dalla diossina.

Questi studi, diretti dall'epidemiologo Maurizio Montella e dall'oncologo e tossicologo Antonio Marfella, presentati dal direttore dell'istituto Tonino Pedicini, evidenziano come i tumori possano colpire il fegato, i polmoni, il colon-retto, sia dell'uomo che della donna e come quest'ultima sia predisposta anche a malattie al seno.

Afragola, comune della provincia di Napoli, secondo i risultati della ricerca detiene il triste primato per i decessi. Queste sostanze tossiche sprigionate dai molteplici roghi appiccati inquinano una vasta area che parte da Napoli nord, passa per Nola fino ad arrivare a Villa Literno. Ci sono persino roghi di grande portata, che si vedono dal satellite e si possono anche notare sulle mappe di Google.

Purtroppo è da registrare che i decessi coinvolgono anche i giovani e i bambini. A gennaio, il parroco di Caivano, altro comune di Napoli duramente colpito, accompagnò un gruppo di mamme dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che le ha poi soprannominate "mamme magnifiche". In un colloquio che durò un'ora, presentarono a Napolitano delle lettere scritte dai loro figli malati.

Nella speranza che questo male venga superato, da febbraio lo Stato è intervenuto con l'esercito per controllare il territorio, con la brigata bersaglieri "Garibaldi", il settimo reggimento NBC per la difesa, il 41 esimo reggimento SORAO che usa piccoli droni "raven" e in fine, squadre specializzate nella comunicazione come il 28 esimo reggimento "Pavia".