Aria di primavera, primo sole, prati in fiore e un senso di benessere ci invade; ma non tutti amano la stagione primaverile, la primavera è un nemico per chi soffre di allergia ai pollini

La causa di questo disturbo è un errore che le nostre difese immunitarie commettono perché reagiscono aggredendo i pollini  scambiandoli per virus e batteri, scatenando così un'infiammazione ingiustificata che determina i vari disturbi. Oltre agli occhi che lacrimano e prudono il classico sintomo del raffreddore da fieno è dato dagli starnuti continui con successivo naso che cola e difficoltà di respirazione, con conseguente stanchezza generale e riposo notturno disturbato dal raffreddore.

Il primo esame da eseguire per avere una diagnosi del raffreddore da fieno è il prick test che si effettua appoggiando sulla pelle del braccio una goccia di liquido che contiene allergene (sostanza in grado di scatenare l'allergia); per far si che l'allergene penetri nei vari strati di pelle si esegue un minuscolo graffio e si aspetta. Trascorsi alcuni minuti se compare un pomfo (sorta di grande bolla) siamo davanti ad un paziente allergico. Il prick test è il primo dei test per verificare se esiste nel paziente un'allergia da pollini, poi per avere un quadro più preciso l'allergologo può anche effettuare un prelievo di sangue e la spirometria.

I rimedi per correre ai ripari in questa stagione sono: colliri per gli occhi lacrimanti, antistaminici da assumer per bocca e i cortisonici per il naso.

Novità importante è che i nuovi antistaminici messi a punto non provocano sonnolenza come quelli passati per cui si possono assumere senza nessun pericolo di calo di concentrazione.

In questo periodo per cercare di limitare i disagi si deve: bere acqua per riequilibrare un'efficienza alle mucose infiammate, cercare di evitare le ore più calde della giornata per uscire; ottimo sarebbe dotare l'automobile, l'aspirapolvere e il condizionatore domestico di filtri antipolline per avere un'aria più purificata.