La differenza sostanziale è quella che la donna trascura spesso i sintomi, non è consapevole del suo possibile rischio cardiovascolare. Queste informazioni sono state divulgate attraverso lo studio effettuato dall'Octavia della Società italiana di Cardiologia Invasiva (Gise), che ha analizzato 140 casi, in diversi centri in tutta Italia: per ogni campione di sesso femminile ne veniva arruolato uno di sesso maschile della stessa età per fare un confronto realistico su questo problema,con persone dalle caratteristiche analoghe.
Le donne, specialmente dopo la menopausa sono più a rischio, dopo i 60 anni l'incidenza maggiore di infarti riguarda la donna ed aumenta con il passare degli anni.
I sintomi da non trascurare consistono in un dolore allo sterno o alla bocca dello stomaco, come la sensazione di un pugno che stringe o di un peso come un mattone che opprime; il dolore in seguito può irradiarsi verso il braccio sinistro, la spalla, il collo e la mandibola.
Può essere accompagnato da nausea, sudore freddo, difficoltà nella respirazione, con il passare del tempo il dolore non migliora anzi peggiora.
C'è un test per capire se si tratta di infarto: se si domanda alla persona dove sente il dolore e questa indica il punto esatto con un dito, non c'è da preoccuparsi, al contrario, se si tocca il petto con la mano aperta, è probabile che si tratti di un problema cardiaco.
Avvertire questi sintomi potrebbe essere un campanello dall'allarme da non trascurare, quindi è consigliabile rivolgersi al medico: di solito intervenire su un vaso solo occluso vuol dire salvare gran parte del cuore e quindi riuscire anche ad evitare un infarto futuro.