Al contrario di quello che si è sempre creduto, sia le donne che gli uomini, di fronte al rischio di un attacco cardiaco, sono uguali. Anzi negli ultimi tempi sono le donne ad aver avuto un aumento di casi di infarto rispetto al sesso maschile, passando dall'11,8% al 25,5% negli ultimi 15 anni. Inoltre le donne hanno un infarto ad un'età media maggiore di 10 anni, rispetto agli uomini, ma i meccanismi che lo scatenano sono comunque gli stessi: spesso una placca che si rompe o l'erosione della stessa.

La differenza sostanziale è quella che la donna trascura spesso i sintomi, non è consapevole del suo possibile rischio cardiovascolare. Queste informazioni sono state divulgate attraverso lo studio effettuato dall'Octavia della Società italiana di Cardiologia Invasiva (Gise), che ha analizzato 140 casi, in diversi centri in tutta Italia: per ogni campione di sesso femminile ne veniva arruolato uno di sesso maschile della stessa età per fare un confronto realistico su questo problema,con persone dalle caratteristiche analoghe.

Mediante una delle tecniche più avanzate, la Tomografia a Coerenza ottica che tramite una piccola sonda emana luci a raggi infrarossi e permette di guardare all'interno delle coronarie è stato possibile analizzare i trombi che sono i responsabili degli attacchi cardiaci.


I pazienti analizzati, sono prima stati prima sottoposti all'eliminazione di tutti i trombi, affinché non ne rimanessero frammenti nel vaso, poi medicati e dopo nove mesi osservati in fase di guarigione.


I trombi in molti casi sono ritornati ad organizzarsi ed a riformarsi: un flusso di sangue li aveva lavati ma poi sono tornati a formarsi, occludendo la coronaria.


I dati scrupolosamente emessi dopo gli studi svolti negli Stati Uniti, hanno rivelato che, circa tre giorni prima di un infarto ci sarebbero dei segnali che non andrebbero trascurati, infatti molti dei pazienti trattati e analizzati hanno affermato di aver avvertito dolori al torace come quelli che si hanno in corso di un infarto ma un po' più deboli e di breve durata.

Le donne, specialmente dopo la menopausa sono più a rischio, dopo i 60 anni l'incidenza maggiore di infarti riguarda la donna ed aumenta con il passare degli anni.

I sintomi da non trascurare consistono in un dolore allo sterno o alla bocca dello stomaco, come la sensazione di un pugno che stringe o di un peso come un mattone che opprime; il dolore in seguito può irradiarsi verso il braccio sinistro, la spalla, il collo e la mandibola.

Può essere accompagnato da nausea, sudore freddo, difficoltà nella respirazione, con il passare del tempo il dolore non migliora anzi peggiora.

C'è un test per capire se si tratta di infarto: se si domanda alla persona dove sente il dolore e questa indica il punto esatto con un dito, non c'è da preoccuparsi, al contrario, se si tocca il petto con la mano aperta, è probabile che si tratti di un problema cardiaco.

Avvertire questi sintomi potrebbe essere un campanello dall'allarme da non trascurare, quindi è consigliabile rivolgersi al medico: di solito intervenire su un vaso solo occluso vuol dire salvare gran parte del cuore e quindi riuscire anche ad evitare un infarto futuro.