Ebola, piano d'intervento internazionale: la situazione in molte zone è fuori controllo

L'Unicef distribuisce notizie sul contagio.
L'Unicef distribuisce notizie sul contagio.

Ebola situazione grave: necessari medici, farmaci e alimenti e il famoso siero prima che la situazione degeneri.

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Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato una risoluzione sulla questione Ebola in Africa occidentale, al fine di non isolare i Paesi colpiti e per realizzare una missione speciale di emergenza (Unmeer). L'Onu ha chiesto così agli Stati membri di prestare "assistenza, ospedali da campo e personale" da mandare in Africa al più presto, ma anche di abolire le restrizioni sui viaggi, anche se questo potrebbe rappresentare un facile veicolo del virus. Emergency, l'Unicef , Msf e tutte le associazioni di volontariato sono al lavoro e vanno di porta in porta realizzando l''iniziativa "Ose to Ose Ebola Tok" (parlare a casa), per informare come prevenire la diffusione. C'è davvero poco di che stare tranquilli dal fronte del virus mentre in America è morto un paziente affetto dalla malattia, dalla Spagna arrivano sui social e nei tg le foto dell'infermiera volontaria in Africa sola e malata. Ai centri per la cura gli strumenti a disposizione sono insufficienti: la situazione è allarmante spesso racconta un dottore sono costretti a mandare indietro i malati. L'Europa vuole mandare l'esercito per controllare la situazione dell'ordine pubblico ma questo potrebbe rivelarsi pericoloso e diffondere di più il virus: serve personale specializzato medici e strutture non inutili sprechi di vite umane.

Guinea, Liberia, Nigeria, Sierra Leone e Repubblica Democratica del Congo sono i centri dove il virus è in piena esplosione qui i volontari sono stanchi e in difficoltà per vincere questa battaglia serve una massiccia mobilitazione internazionale queste le loro parole.

Nei centri di cura viene assicurata al malato idratazione, somministrazione di antibiotici e antimalarici, che sono necessari e non devono mancare. Del virus Ebola è stato portatore un pipistrello e/o altri animali della foresta, difficilmente succede che le persone contraggano il virus da animali infetti, ma evidentemente è accaduto. Non ci si ammala stando seduti a una persona malata, ci si ammala quando si accudisce un malato e si è venuto a contatto con sangue, secrezioni o fluidi biologici infetti, l'epidemia può diffondersi anche nelle strutture sanitarie, quando manca il controllo e le condizioni igienico-sanitarie, l'usanza poi del lavaggio dei defunti è una delle principali forme di contagio.

I sintomi sono quelli di una febbre: astenia, dolore muscolare, cefalea e mal di gola, quindi difficilmente distinguibili da una generica influenza all'inizio, poi nel tempo seguiti da vomito, diarrea, eritemi, funzione renale ed epatici (emorragie dal naso, vomito ematico, diarrea mista a sangue, emorragie interne e congiuntiviti emorragiche, ricorrono in meno del 50% dei casi). I pazienti vengono idratati, ossigenati e mantenuti con una pressione arteriosa e un'alimentazione adeguata, si è parlato di un siero ma a tutt'oggi notizie dall'Africa a riguardo non ci sono. I malati vanno curati in isolamento da staff competente che rischia la vita per salvare il pianeta da una pandemia. Vengono separate le zone, le aree rischiose da quelle che non lo sono, i luoghi vengono puliti con una gestione sicura dei rifiuti e la disinfezione dei reparti e viene impedito l'entrata ai non addetti ai lavori.

Purtroppo appena il focolaio del virus è esploso molto personale è scappato e la popolazione del luogo spesso attacca e uccide il personale volontario davvero una situazione di emergenza sanitaria senza precedenti.