In uno studio svolto da un gruppo di ricercatori dell'Università di Pechino, si evince come la somministrazione combinata di un farmaco per l'ipertensione, enalapril, e di acido folico, riduca in maniera significativa il rischio di ictus. Lo studio è stato pubblicato dal JAMA (Journal of American Medical Association) ed è stato presentato all'Annuale Sessione Scientifica dell'American Collage of Cardiology.

Ictus e infarto sono due tra le principali cause di morte in tutto il mondo. Si tratta di patologie asintomatiche, che possono essere innescate da condizioni fisiologiche non controllate, come l'ipertensione o l'ipercolisteremia. L'ipertensione solo in Italia colpisce il 33% della popolazione maschile e il 31% di quella femminile e non esistono terapie capaci di far regredire completamente questa malattie, che può essere solo controllata attraverso terapie farmacologiche.

In Cina, il tasso di mortalità da ictus è molto elevato; infatti, è uno dei primi paesi del mondo che effettua una prevenzione primaria (prima che un evento patologico si sia manifestato) per ridurne i rischi. Per il trial clinico, il professore Yong Huo e i suoi colleghi hanno selezionato 20.702 pazienti ipertesi, senza una storia di ictus o di infarto, e li hanno divisi in due gruppi. Al primo gruppo è stata assegnata una terapia a base di enalapril (10 mg) e acido folico (0,8 mg), mentre il secondo gruppo ha continuato il normale trattamento con il singolo antipertensivo.

I partecipanti sono stati sottoposti a test per verificare l'assenza della modificazione del gene MTHFR C677T, che è responsabile di una diversa risposta all'assunzione di folato.

L'acido folico è una vitamina idrosolubile del gruppo B, la cui lista di benefici è estremamente lunga. Il suo utilizzo, ad esempio, è fortemente raccomandato durante la gravidanza per ridurre il rischio di spina bifida nei neonati.

L'acido folico è contenuto in numerosi prodotti vegetali, quali frutta, verdura verde, succhi di frutta, fagioli, piselli e noci. Sono tanti anche gli integratori di acido folico presenti sul mercato, i cui costi sono contenuti e sicuramente inferiori di trattamenti farmacologici per l'ipertensione.

In cinque anni di studio, si sono registrati casi di ictus in 282 partecipanti nel primo gruppo (circa il 2,7%) e in 355 partecipanti nel secondo (circa il 3,4%), con una riduzione del rischio assoluto dello 0,7%.

Come per l'ictus, le analisi hanno mostrato la diminuzione di eventi cardiovascolare compositi (morte cardiovascolare, e infarto) dal 3,9% e al 3,1%, evidenziato quindi un ottimo grado di efficacia del trattamento combinato con acido folico.

Questo studio ha fornito prove convincenti di come il livello di folati nel sangue rappresenti un fattore determinante per l'efficacia della terapia di prevenzione dell'ictus.

Il China Stroke Primary Prevention Trial è il primo studio randomizzato su larga scala del suo genere, e dai dati raccolti si è osservato come la terapia risulti funzionare maggiormente in pazienti con un basso livello di folati nel sangue. Secondo Huo, l'acido folico sarebbe efficace anche nelle persone normotese, anche se l'effetto assoluto sarebbe comunque minore. Se cosi fosse si potrebbe ridurre notevolmente il rischio di morte da ictus o da infarto, prevenendo le patologie all'origine.

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