Mangiare troppo è un classico dell'estate. Si ha più tempo di stare a tavola con parenti e amici e si rischia di perdere di vista la corretta misura. Questo comportamento può infatti provocare alcuni problemi più o meno seri.



Indigestione

Vediamo innanzitutto il caso dell'indigestione, quando cioè abbiamo esagerato a tavola e dopo abbiamo mal di pancia e nausea, senso di pesantezza allo stomaco, bruciori e acidità, mal di testa latente e desiderio di vomitare.





Il rimedio migliore è il riposo, preferibilmente lontano dall'aria condizionata e dalle correnti d'aria.

È inoltre consigliabile, mezz'ora dopo un pasto troppo abbondante, tenere al caldo l'addome con una borsa d'acqua calda per 10-15 minuti. Per alleviare la nausea è utile anche bere un infuso di finocchi e anice oppure assumere un cucchiaio di semi di cumino o di finocchio.



Il vomito aiuta a liberare lo stomaco quindi non ci deve preoccupare.

Se vogliamo comunque prendere un antiacido, scegliamo sodio alginato e gastroprotettori in genere, ma dobbiamo far passare almeno due ore dal pasto. Da evitare l'uso di antidolorifici come paracetamolo o acido acetilsalicidico che stimolano l'acidità in uno stomaco già iperacido.



Subito dopo mangiato non dobbiamo sdraiarci (si favorirebbe il reflusso gastrico) né bere tanta acqua pensando di facilitare la digestione: gonfia ancora di più lo stomaco e diluisce i succhi gastrici allungando i tempi della ripresa.  Infine, niente bicarbonato dopo i pasti: esso contrasta lo sforzo che lo stomaco sta facendo per produrre l'acidità necessaria per digerire.

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Infezioni alimentari: Samonella e Escherichia coli

Passiamo a parlare di infezioni alimentari. All'inizio sembrano banali problemi allo stomaco ma possono essere molto pericolose. Degli innumerevoli agenti responsabili di un'infezione alimentare, ne prendiamo in esame due: la Salmonella e l'Escherichia coli.



Se abbiamo vomito, crampi all'addome, diarrea continua e a volte anche febbre sotto i 38° C, dobbiamo cercare di ricordare se nelle ultime 6-48 ore abbiamo mangiato alimenti crudi o poco cotti a rischio Salmonella (carne di manzo e di pollo, uova, frutti di mare, verdure). In questo caso, chiamiamo il medico che ci dirà di bere più che possiamo (anche 3 litri d'acqua al giorno) e di non mangiare cibi solidi. In questo modo, i sintomi spariranno in 3-4 giorni.



Qualora, invece, entro le 48 ore dall'assunzione dei cibi incriminati avessimo ancora dolori addominali e vomito, diarrea liquida e chiara, sangue nelle feci, potremmo aver contratto il batterio Escherichia coli. Anche in questo caso, il medico ci dirà di bere almeno il doppio del normale e, in quattro giorni, i disturbi passeranno da soli.



In caso di Salmonella non dobbiamo prendere farmaci come antispastici, in quanto bloccano la motilità intestinale e consentono al batterio di sopravvivere. In caso di Escherichia coli, non dobbiamo assumere antibiotici poiché uccidono sì il batterio, ma quando questo muore rilascia tossine potenzialmente pericolose per l'organismo.



Per prevenire, dobbiamo ricordarci di sciacquare il coltello con cui si affetta la carne cruda prima di usarlo su altri alimenti. Dopo aver toccato uova e pollame crudo, dobbiamo lavare le mani con il sapone ed è consigliabile pulire frutta e verdura con acqua tiepida e bicarbonato. In ogni caso,prima di prendere farmaci, è bene consultare il proprio medico curante.

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