Sono molte le agenzie di stampa internazionali, e statunitensi in particolare, a riportare i risultati di uno studio condotto su circa 100.000 persone, da parte del Dr. Abrar Qureshi della Warren Alpert Medical School of Brown University and Rhode Island Hospital. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Clinical Oncology di Luglio.

Secondo lo studio, un consumo regolare di agrumi, in particolar modo di pompelmo (il grapefruit americano) sono correlati ad un maggior rischio di sviluppare il tumore maligno della pelle più temibile: il melanoma.

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I risultati dello studio

Il lavoro ha preso in esame le abitudini alimentari di circa 63.000 donne e 41.000 uomini, negli Stati Uniti d'America, ed ha raccolto dati per un periodo che va dagli anni '80 al 2010. Ogni 2-4 anni i ricercatori controllavano lo stato di salute dei partecipanti allo studio, oltre ai dati relativi alla loro dieta abituale.

Ad ogni persona presa in esame veniva inoltre chiesto quante volte a settimana consumasse pompelmo, arance, succo di pompelmo o succo di arancia, ed il totale di questi alimenti veniva classificato sotto il nome di "overall citrus consumption" o consumo totale di agrumi.

Il totale dei casi di melanoma osservati è stato di 1840. La sorpresa è arrivata quando, dati alla mano, gli scienziati si sono accorti che fra le persone che consumavano agrumi 4 o più volte alla settimana, il numero di casi era del 10% superiore. Ulteriormente, il rischio aumentava al crescere delle porzioni di frutta consumata, fino ad arrivare alla notevole soglia di +36% per chi ne mangia più di 1,5 porzioni al giorno.

Fra tutti i frutti, il pompelmo è quello che sembrerebbe avere l'associazione più significativa con l'aumento del rischio di melanoma.

Cautela nel considerare i risultati

I ricercatori esprimono cautela nei confronti dei risultati del loro stesso studio, annunciando che non intendono consigliare di limitare il consumo di pompelmo o altri agrumi per il momento. Saranno necessari infatti ulteriori analisi e studi, sia epidemiologici che di laboratorio, per confermare definitivamente il ruolo di questi frutti nello sviluppo della malattia.
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