Vari studi sui gemelli omozigoti, cioè identici dal punto di vista cromosomico, hanno confermato ciò che è facilmente intuibile. Ovvero che la condizione biologica dell’anziano- e quindi la sua salutefisica e mentale - dipende per lo più da ambientee stili di vita e solo in minima parte dal corredo cromosomico. Ciò dimostra l’importanza della formazione culturale, morale e spirituale dell’individuo, nonché della sua educazione (sociale, alimentare, ecc...); in altre parole, è fondamentale l’ambiente in cui egli nasce, vive e lavora.

Infatti tutti i fattori appena citati, interagendo tra loro, determinano la qualità della vita degli esseri umani e creano i presupposti per una vecchiaia"buona" o "cattiva" dal punto di vista della salute e delle relazioni sociali. Perché le persone abbiano un'esistenza all’altezza della dignità umana, è indispensabile innanzitutto che siano dotate di buonsenso e di una buona coscienza morale. A tal proposito, sono illuminanti due detti che recitano: "La qualità della vita di un uomo corrisponde alla qualità della sua coscienza" e "Saper invecchiare è il capolavoro della saggezza e una delle cose più difficili nell'arte difficilissima della vita".

Si consideri che la vecchiaia è già di per sé una malattia, perché implica inevitabilmenteacciacchie precarie condizioni psicofisiche.

Pertanto, l’avanzare degli anni porta anche molti costi aggiuntivi per la salvaguardia della salute e l'assistenza. In Occidente, le migliorate condizioni di vita hanno reso più longevele persone e questo è stata sicuramente una conquista di civiltà. Purtroppo, però, l'allungamento della vita riguarda la sua parte finale, che è la più problematica.

Ciò rende ancora più indispensabileinvecchiare bene in modo da ritardare il più possibile le infermità e la conseguente dipendenza dagli altri. "Pesare" di meno su chi la circonda e sulla collettività deve essere una priorità per la persona di buonsenso.

È ancora una volta la saggezza popolare a dare i consigli giusti a chi intende perseguire con impegno tale proposito. Un detto semplice, ma nello stesso tempo molto sensato, recita: "Il segreto della longevità?

Mangiare la metà, camminare il doppio e ridere il triplo".

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