È paura negli Usa per l'ennesimo caso di peste bubbonica registrato in pochissimi mesi. Un uomo sulla settantina, residente nello Utah, è morto dopo aver contratto la malattia, facendo salire il numero dei decessi. Dal primo aprile, infatti, le vittime dell'orribile sindrome sono arrivate già a quattro. Tra queste, hanno perso la vita un ragazzino di 17 anni, una donna di 52 anni e un uomo di 79 anni.

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I numeri dei contagi - Nonostante la paura di una diffusione su larga scala, le autorità smentiscono il pericolo di un'epidemia. I Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie hanno affermato che i dati registrati nell'ultimo periodo non sono assolutamente anomali. Già dal 2000, infatti, ogni anno venivano riportati tra gli 1 e i 17 casi di peste bubbonica in diversi stati americani. Ad aumentare è stato soltanto il numero delle morti, che da due si è alzato a quattro.

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Il dottor Paul Mead, però, ha affermato che si tratta di una variazione perfettamente normale, che si verifica quando si ha a che fare con numeri così piccoli. Si tratta, comunque, del dodicesimo caso di peste bubbonica registrato dal primo aprile. Secondo l'epidemiologa JoDee Baker, l'ultima vittima potrebbe aver contratto il morbo attraverso delle pulci o entrando in contatto con un animale morto.

La sua condizione, infatti, può essere ricollegata ad un'esposizione nel parco naturale di Yosemite, in California. “Quando un roditore, come gli scoiattoli di Yosemite, muore, gli insetti si trasferiscono immediatamente su un altro ospite, animale o persona”, ha spiegato la dottoressa.

L'incidenza della malattia - La peste bubbonica è al momento assente in Europa e in Australia, ma continua ancora a mietere vittime in Asia e in alcune zone dell'America e dell'Africa.

Secondo i dati dell'OMS, l'Organizzazione mondiale per la sanità, ogni anno si registrano dai 1000 ai 3000 casi di peste in tutto il mondo. Per evitare la malattia, se ci si trova in una zona a rischio, sarebbe utile stare alla larga da animali come furetti, scoiattoli, conigli e roditori. Essi, infatti, sono portatori naturali della peste.

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