Dal XIX Secolo in poi l'aspettativa di vita media è aumentata quasi costantemente grazie ai miglioramenti nella sanità pubblica, nella dieta, nella cura dell'ambiente e in altre aree della tecnologia e della medicina. In media, per esempio, i bambini americani nati oggi possono aspettarsi di vivere fino quasi 79 anni a fronte di un'aspettativa di vita media di soli 47 per gli americani nati nel 1900.

Dal 1970, la durata massima della vita è aumentata sempre e in modo progressivo.

Tuttavia, secondo i ricercatori dell'Albert Einstein College of Medicine, abbiamo già toccato il punto più alto di questo trend ascensionale: “benché i biologi e i demografi ritengano che non vi sono ragioni per predire una brusca frenata dell'innalzamento della prospettiva di vita, gli ultimi dati a disposizione suggerirebbero proprio questo inaspettato esito”.

Ad affermarlo è Jan Vijg, uno degli autori di questa ricerca.

Possiamo sconfiggere malattie muscolari come le distrofie, curare traumi e compensare patologie come la sarcopenia ma, a quanto pare, biologia e genetica pongono dei limiti alla nostra sopravvivenza. Forse quali siano esattamente non lo sapremo mai, ma alcuni studi recenti stanno aumentando significativamente le nostre conoscenze.

Il Dottor Vijg e colleghi hanno analizzato i dati raccolti dal Human Mortality Database, che raccoglie informazioni da più di 40 paesi.

Dal 1900 in poi, in questi questi paesi si registra un calo generale della mortalità: la frazione di ciascuna coorte di nascita (per esempio, le persone nate in un particolare anno) che sopravvivono alla vecchiaia (definita come tale dai 70 anni in su) aumenta in modo proporzionale alla progressione dell'anno di nascita. Tuttavia, quando si è passati a studiare l'aspettativa di vita, sempre a partire dal 1900, per i centenari si ottengono risultati inaspettati.

I picchi si fermano a poco più di 100 anni, il che fa pensare che questo sia il limite massimo, biologicamente orientato, per la nostra specie.

Il campione principale è costituito da coloro che hanno raggiunto i 110 anni, che sono nati in quattro paesi (Stati Uniti, Francia, Giappone e la U.K.) che paiono i più longevi. Il numero di questi supercentenari è aumentato rapidamente tra i 1970 e i primi anni 1990, ma ha raggiunto un plateau intorno al 1995.

Dopo la scomparsa, nel 1997, della donna più longeva, la francese Jeanne Calment che ha spento 122 candeline, i ricercatori hanno elaborato alcune stime e modelli per comprendere meglio il fenomeno. In media, la durata massima della vita raggiunge i 115 anni e si suppone che oltre i 125 anni non si possa andare.

Al di là di questi calcoli meramente probabilistici, il senso di questi studi è duplice.

Da un lato si tratta di capire, sul piano politico, quali strategie e riforme adottare a fronte dell'aumento dell'aspettativa di vita che caratterizza tutte le società contemporanee industrializzate. Dall'altro, lo studio delle varianti genetiche presenti negli ultracentenari sarà molto utile per implementare terapie e farmaci in grado di garantire alle persone di trascorrere la vecchiaia in buona salute.

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