L’intuito e i Ricordi sono abilità che vengono spesso associate all’essere umano. In realtà, l’intuizione fu studiata per la prima volta in psicologia su delle scimmie, così come la capacità di formulare ricordi fu studiata sui topi.
L’esperimento di Kohler
L’etologo Kohler, appartenente alla scuola della Gestalt, studiò l’apprendimento per insight. Essa è letteralmente l’intuizione, dunque una soluzione ad un problema che non si conosce e che non contiene elementi familiari. L’intuizione prevede che le componenti del problema vengano non analizzate una per una, come in un apprendimento per prove ed errori dove si tenta una soluzione fin quando non si trova quella corretta, ma prevede invece che tutte le componenti vengano ristrutturate e raffigurate in modo mentalmente diverso.
Ciò significa, in parole povere, riuscire a vedere il problema da diversi punti di vista, in modo da riuscire a trovare la soluzione. Kohler mise un gruppo di quattro scimmie all’interno di uno spazio chiuso, in cui una banana era stata legata al soffitto con un filo. All’interno della gabbia erano presenti anche due casse di legno e due rametti che se incastrati insieme formavano un bastone. La banana, ovviamente, era ad una altezza troppo elevata perché le scimmie arrivassero a prenderla. Così, dopo aver esplorato per un certo periodo di tempo l’ambiente circostante, esse trasportarono le casse ed i rametti fino al punto in cui si trovava legata la banana. A quel punto, collaborando, misero una cassa sopra l’altra e unirono tra loro i rami, in modo che salendo sopra le due casse e con l’aiuto del bastone riuscirono a far cadere il cibo.
Questa è una vera e propria intuizione: le scimmie sono riuscite a costruire strumenti efficaci con oggetti trovati nella gabbia, hanno quindi osservato la situazione e ciò che avevano a disposizione da un punto di vista alternativo, in modo da raggiungere il proprio scopo.
L’esperimento di Tolman
tolman è uno psicologo statunitense, il quale formulò la teoria dell’apprendimento latente e delle mappe cognitive. Una mappa cognitiva si ha ad esempio quando immaginiamo la strada più breve da percorrere per arrivare alla meta. Per i propri studi Tolman utilizzò dei topi, che mise all’interno di un labirinto. Inizialmente, un topo fu lasciato libero di girare all’interno della struttura, senza trovarvi nulla.
Dopodiché, Tolman mise nel labirinto altri due topi e alla fine del percorso del cibo. Osservò che il topo che aveva esplorato già da prima il labirinto trovò l’uscita e quindi il cibo più velocemente dell'animale che invece non aveva mai esplorato il labirinto. Ciò significa che il primo topo aveva ricordato il percorso, si era dunque strutturato una mappa mentale del labirinto.