Laddove la scienza si arrende per aver esaurito le risorse, a volte capita di assistere ad una inspiegabile risoluzione naturale, altrimenti descritta come miracolosa, di una condizione considerata disperata, almeno attraverso parametri scientifici tradizionali. È ciò che accade in Gran Bretagna, a Blackburn, nel Lancashire, dove vive Julian Malankowska, un bambino di otto anni, affetto da leucemia linfoblastica acuta (LLA), una delle forme più aggressive del tumore che colpisce particolarmente in età pediatrica, da quando ne aveva appena due.

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Il trapianto e la chemioterapia

Nonostante le stremanti cure e i tentativi di trapianto del midollo osseo, il piccolo non ha mai mostrato, salvo rarissimi e brevi periodi di regressione apparente nel corso del 2017, segni incoraggianti di guarigione, anzi, la malattia continuava ad avanzare progressivamente, minando in maniera incontrollabile le sue condizioni. Tanto da indurre i medici a gettare la spugna di fronte ad una situazione che appariva ormai irreversibile.

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Poco prima dello scorso Natale, infatti, gli specialisti che lo avevano in cura, presso il “Manchester Children's Hospital”, hanno avvisato i genitori del piccolo paziente che non sarebbe arrivato a scartare i regali sotto l’albero. Sennonché, tra lo sgomento dei familiari e l’incredulità dei medici, improvvisamente le sue condizioni di Salute sono migliorate e il cancro ha iniziato gradualmente a regredire.

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Salute

"Non ci potevamo credere, per mesi ci hanno detto di preparaci al peggio e che Julian sarebbe sicuramente morto prestissimo. E' stato molto difficile", ha dichiarato Aneta, la mamma del piccolo, in un’intervista al “Sun”. Aneta, tra l’altro, aveva avuto il triste compito di annunciare al figlio minore Leon, tre anni, che il fratellino sarebbe presto volato in paradiso. Eppure, abbandonate le estenuanti cure che gli facevano persino desiderare di morire, gli specialisti hanno potuto constatare una regressione spontanea della patologia, scesa del 50% e ridotta alla forma mieloide (LMA), curabile.

Comprensibilmente sbalorditi dall’evento, i medici hanno riferito alla famiglia di Julian che il suo è “un caso su sette miliardi” e appare piuttosto istintivo parlare di “miracolo”.

‘Mamma, cos’è il paradiso?’

Tra recidive e brevi remissioni, Julian ha trascorso sei anni della sua breve vita chiuso in ospedale, parzialmente paralizzato. In quella che tutti si aspettavano dovesse essere la fase terminale della sua malattia, il bambino ed il fratellino avevano iniziato a domandarsi cosa fosse il paradiso.

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Ma, quando ogni speranza sembrava ormai perduta e ogni cura fallita, Julian ha attinto a qualche arcana risorsa, sovvertendo i risultati delle analisi. Un'aspirazione del midollo osseo, infatti, ha successivamente dimostrato che le piastrine avanzavano in deciso aumento. Tra le possibili spiegazioni a tale raro fenomeno, la madre ha addotto una particolare dieta fatta, tra l’altro, di cardo mariano, acqua alcalina e succhi di frutta freschi.

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Naturalmente nessuno ha confermato l’attinenza tra guarigione e dieta, ed è bene che restino due elementi scollegati, perché la cosa non suggerisca inutili e dannosi atteggiamenti “fai-da-te”, come soluzione a patologie serie e curabili solo ed esclusivamente ricorrendo alle cure classiche. Tuttavia, il caso può essere interpretato come esortazione a sperare, sempre e comunque.

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