Secondo uno studio effettuato da un'equipe internazionale, come si legge sul New York Times, molte donne che hanno subito un intervento per carcinoma mammario in stadio precoce non avrebbero bisogno di effettuare una chemioterapia come invece avviene attualmente. Questa importante scoperta cambierà presto le cure mediche che seguono l'importante operazione. Autrice della ricerca che ha portato a questi risultati, è la dottoressa Ingrid A. Mayer, del Vanderbilt University Medical Center, che ha dichiarato: "Ora possiamo risparmiare a migliaia di donne l'assunzione di trattamenti chemioterapici tossici che per loro non sarebbero utili, ma solo dannosi.

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Questa scoperta cambierà totalmente gli standard di cura".

I test genetici

Lo studio effettuato dalla dottoressa Mayer ha rivelato che i test genetici sui campioni di tumore analizzati sono stati in grado di selezionare le donne che potevano evitare la cura chemioterapica.

Per questi soggetti infatti è sufficiente l'assunzione di uno specifico farmaco in grado di bloccare l'estrogeno ormonale: il Tamoxifene. Il farmaco insieme ad altri farmaci costituiscono quella che viene definita una terapia endocrina ed è un trattamento essenziale per ridurre il rischio di recidiva e quindi di nuove formazioni tumorali al seno che possono portare, nei casi più gravi, alla morte del soggetto. "Credo che questa scoperta sia un passo avanti molto importante", ha riferito il dottor Larry Norton, del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, che fa parte del gruppo di ricerca della dottoressa Mayer. "Potrò guardare le persone negli occhi e dire che il loro tumore non necessita di una cura chemioterapia. È una bella cosa da poter dire ad una donna che ha già subito un importante intervento".

Chemioterapia risparmiata per il 70% dei pazienti

I risultati ottenuti dalla ricerca si riferiscono a un numero elevato di donne, circa 60 mila l'anno negli Stati Uniti. I dati sono stati indicati dal dottor Joseph A. Sparano del Montefiore Medical Center di New York, leader dello studio che ha portato all'incredibile scoperta. Il dottor Sparano ha però aggiunto, in accordo con la dottoressa Mayer, una raccomandazione alla cautela: "Lo studio ha raccolto dati importanti che indicano alcuni soggetti di sesso femminile con un'età che va fino ai 50 anni, che nei test hanno avuto benefici nel trattamento chemioterapico [VIDEO] nonostante il test genetico suggerisse il contrario". Il motivo di tali risultati discordanti non è ancora chiaro ai medici che ritengono di dover proseguire negli studi su questi casi particolari. Lo studio, denominato Tailorx, è stato pubblicato dalla rivista scientifica New England Journal of Medicine ed è stato discusso alla conferenza della American Society of Clinical Oncology di Chicago.

La ricerca è stata finanziata dal Governo degli Usa, dal Governo del Canada e da alcuni gruppi filantropici. Quest'anno si prevedono in America altri 260 mila nuovi casi di donne affette da cancro al seno e, tra queste, si calcola che potrebbero esservi circa 40 mila morti. A livello mondiale si registrano 1,7 milioni di nuovi casi e oltre 500 mila morti a causa del cancro al seno (dati del 2012).

Vantaggi e svantaggi

La chemioterapia salva la vita [VIDEO] di molte persone, ma presenta anche gravi rischi. Per questo motivo è importante evitare di intraprendere questo trattamento ove non sia necessario. Lo scopo della ricerca è proprio cerca di capire e individuare se vi sono dei soggetti che possono guarire evitando di sottoporsi a chemio che, oltre alla perdita dei capelli e alla nausea, aumenta il rischio di ammalarsi di leucemia andando avanti con gli anni. Anche la terapia endocrina presenta alcuni effetti collaterali come le vampate di calore, aumento del peso, dolori articolari e muscolari. Inoltre il tamoxiflene può aumentare il rischio di cancro all'utero. Si attendono i nuovi risultati della ricerca che continua il suo percorso per mettere a punto il sistema di individuazione dei casi che possono evitare il trattamento chemioterapico senza rischi di recidiva e per stabilire quale sia effettivamente la terapia più adatta ad ogni caso apportando meno disturbi possibili ai pazienti.