La carenza di vitamina D si manifesta tardivamente con sintomi talvolta vaghi quali dolori ossei, debolezza muscolare, osteoporosi, asma, problemi cognitivi, neurologici e cardiaci. Per tali ragioni non sempre ci si accorge di tale avitaminosi, verificabile attraverso delle analisi del sangue. Il deficit di vitamina D è particolarmente diffuso tra chi non è abituato a passare del tempo all'aria aperta (il nostro organismo riesce a sintetizzarla grazie all'azione dei raggi solari) o causata dal mancato introito attraverso una Corretta alimentazione. Secondo "The Mushroom Council", organizzazione che riunisce i produttori di funghi statunitensi, mangiare funghi freschi sarebbe il modo migliore per non incorrere in carenze da vitamina D.

Carenza di vitamina D: i rischi per la salute

La carenza di vitamina D è particolarmente pericolosa nelle donne in gravidanza, allattamento, nei bambini ed in postmenopausa. Inoltre la vitamina D aiuta a regolare la quantità di calcio e fosfato nel corpo: se tale deficit si protrae nel tempo aumenterà il rischio di: rachitismo nei bambini, deformità ossee, depressione (i paesi nordici in cui le ore di luce sono ridotte vi è un alto tasso di suicidi), diabete, malattie autoimmuni (Lupus, artrite reumatoide, psoriasi), morbo di Alzheimer, coronopatie, maggior incidenza di sclerosi multipla (Harvard TH Chan School of Public Health di Boston).

Dunque è chiaro che esposizione alla luce solare e alimentazione sana ed equilibrata, prima ancora della necessità di dover impiegare degli integratori alimentari, sono i mezzi migliori per garantirci il pieno di vitamina D.

I funghi sono capaci di sintetizzare come l'uomo la vitamina D se esposti al sole o a lampade a raggi UV

Per sopperire al fabbisogno di vitamina D non c'è niente di meglio che mangiare funghi. Secondo "The Mushroom Council" 84 g al giorno di funghi è la dose ideale per ottenere la vitamina D che ci serve. Tutti i funghi contengono buone quantità di vitamina D, in particolare il maitake, fungo giapponese dalle numerose proprietà medicinali, che è possibile acquistare in negozi specializzati in alimenti bio o online, ma anche i comunissimi champignon.

Come recentemente comunicato nel sito del "The Mushroom Council", i produttori di funghi possono persino aumentare il loro contenuto di vitamina D semplicemente esponendoli a delle lampade a raggi UV durante la coltivazione. L'associazione spiega: "Similmente agli esseri umani, i funghi producono naturalmente vitamina D in seguito all'esposizione alla luce solare o ad una lampada solare".

I funghi: uniche fonti vegetali naturali di vitamina D

Chiunque segua una dieta vegetariana o vegana, ma anche tutti i buongustai estimatori di queste prelibatezze della natura, potrà mantenere ossa, denti e muscoli sani mangiando funghi, una delle poche fonti vegetali naturali che non necessita di essere fortificata (integrata) con vitamina D. I comuni champignon, secondo i dati del United States Department of Agriculture, conterebbero ben 7 milligrammi di vitamina D per 100 grammi. Questo è quasi l'equivalente del fabbisogno giornaliero di una persona, che è 10 milligrammi al giorno. Tra le fonti animali, per ottenere la vitamina D, sono invece da prediligere i pesci grassi, in particolare il salmone.

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