I premi Nobel per la Medicina [VIDEO],il giapponese Tasuku Honjo e l’americano James Allison, si dicono "quasi sicuri" che entro 30 anni il tumore sarà sconfitto grazie all'immunoterapia. Il potenziamento del nostro sistema immunitario sarà fra qualche anno in grado di bloccare, se non cancellare, qualsiasi forma di cancro. Honjo, dell'Università di Tokyo, ha rilasciato queste eclatanti dichiarazioni durante un'intervista in compagnia del suo collega Allison a Stoccolma, nell'Istituto Karolinska.

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I due premi Nobel sono sicuri che anche se non si riuscirà ad eliminare tutte le forme di tumore, la Scienza sarà in grado perlomeno di bloccarne la crescita, impedendone la diffusione nell'organismo.

L'immunoterapia

Honjo e Allison sono stati i pionieri [VIDEO] dell'immunoterapia, che hanno usato come arma anticancro sin dal 1982, quando si sono incontrati in Texas ed hanno iniziato i loro studi, complementari tra loro. Da quell'incontro i due scienziati non si sono più visti, ma hanno condotto ricerche in parallelo arrivando alle stesse conclusioni, seguendo strade diverse ma con uno scopo finale comune: aggredire il cancro con un'arma nuova e più potente, il sistema immunitario. Oggi l'immunoterapia è uno dei metodi con cui si contrasta la malattia, dopo chemioterapia, radioterapia e chirurgia, ma fra pochi anni sarà quella vincente.

La strategia di Honjio e Allison

I due scienziati hanno studiato le cellule immunitarie per scovare le proteine che i tumori usano per mimetizzarsi e poter così crescere senza interessare la risposta immunitaria.

Negli anni 90 Allison ne ha scoperta una, la CTLA-4, sulla superficie dei linfociti T; contemporaneamente il giapponese ha identificato sulla stessa superficie la proteina PD1, recettore collocato sui linfociti che effettua un'azione mimetica, ovvero rende la cellula tumorale invisibile. Le due proteine si sono dimostrate un'arma efficace per combattere le cellule tumorali, soprattutto quelle dei tumori della pelle. I farmaci immunoterapici riescono a "svegliare" i linfociti ed a far sì che riconoscano le cellule malate: in questo modo la scienza è riuscita a bloccare lo sviluppo del melanoma, uno dei tumori della pelle più letali e diffusi al mondo. Anche le cellule del cancro al polmone sono state sconfitte dall'azione dei nuovi farmaci e grazie a queste prime vittorie i due scienziati sono stati insigniti del Nobel nell'ottobre scorso.