Un recente studio canadese afferma che l’orecchio assoluto sarebbe collegato alla presenza di una corteccia uditiva primaria più estesa del solito, e sarebbe quindi figlio della genetica più che dell’esperienza. I più grandi musicisti devono gran parte del loro talento musicale alla predisposizione speciale: Mozart, Bach, Beethoven, ma anche Jimi Hendrix e Michael Jackson, sembra avessero in comune questa rara caratteristica, che dava loro la capacità naturale di riconoscere ogni tono di una scala musicale senza dover ascoltare altre note di riferimento.

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Non è mai stato chiaro da cosa derivasse questa predisposizione, se fosse una capacità innata o maturata con l'esperienza, ma un recente studio canadese, pubblicato su "Journal of Neuroscience" e condotto da ricercatori dell’Università di Newark e di Toronto, ha scoperto che la facoltà di riconoscere la frequenza di una nota appartiene a coloro che mostrano una corteccia uditiva primaria più estesa. Quindi sarebbe frutto di una genetica molto favorevole.

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La ricerca canadese

Lo studio, condotto dalla dottoressa Larissa McKetton e colleghi, si è basato su esperimenti che hanno coinvolto un campione di 61 volontari, divisi in tre gruppi: un gruppo era costituito da musicisti con orecchio assoluto, un secondo gruppo da musicisti senza la capacità innata ma con pari esperienza musicale ed un terzo gruppo costituito da persone con competenze musicali minime, il cosiddetto gruppo di controllo. I volontari sono stati sottoposti a test uditivi durante scansioni di risonanza magnetica funzionale.

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Salute

Questo tipo di esame diagnostico si basa su tecniche di imaging capaci di evidenziare le aree cerebrali attive durante un'azione o un compito. In questo modo i ricercatori hanno potuto valutare gli input che arrivavano alla corteccia uditiva, l'area corticale del lobo temporale superiore che elabora gli stimoli uditivi. In questo modo sono state identificate tre porzioni di area, la regione primaria, quella rostrale e la regione rostro-temporale, che venivano attivate nelle persone dotate di orecchio assoluto.

Qual è il meccanismo dell'orecchio assoluto?

Al livello anatomico-funzionale, i neuroni della corteccia uditiva si organizzano in strutture che rispondono a frequenze specifiche, dette mappe tonotopiche. Ogni frequenza viene identificata tramite l’attivazione della mappa tonotopica correlata. Gli studiosi pensavano in un primo momento che la rara facoltà dipendesse dalla sintonizzazione dell’area primaria sulla frequenza udita per mezzo delle mappe specifiche, invece hanno scoperto che il meccanismo è diverso.

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È emerso che i musicisti con orecchio assoluto hanno le prime due regioni, primaria e rostrale, più estese rispetto agli altri volontari, mentre i musicisti sprovvisti ed il campione di controllo non presentavano differenze di rilievo in tal senso. Le aree sopracitate hanno mappe tonotopiche ad ampio spettro, che possono cioè sintonizzarsi su frequenze molto diverse degli stimoli uditivi. Lo studio quindi dimostra come l'orecchio assoluto sia strettamente dipendente dall'anatomia cerebrale, determinata dai geni, e non dalla competenza o esperienza musicale del soggetto.

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