Integratori a base di curcuma segnalati dal Ministero della Salute. Secondo quanto segnalato dalle indagini ancora in corso, il loro consumo è stato associato, ad oggi, ad almeno dodici ricoveri ospedalieri per epatite acuta. L’allerta su questi particolari integratori era scattata già la settimana scorsa ma, a quanto pare, il problema non è stato ancora arginato, poiché negli ultimi giorni, i ricoveri in ospedale per epatite sono aumentati.

Marche e lotti degli integratori alla curcuma segnalati dal Ministero

Gli integratori alimentari rientrano in un settore di mercato in continua espansione. I loro controlli non rientrano nell’iter utilizzato per i medicinali ma in quelli degli alimenti, che però risultano meno rigorosi. Il Ministero della salute, in relazione ai recenti casi di epatite messi in relazione alla possibile ingestione di integratori alla curcuma, sta valutando di allargare l’allerta a tutti i Paesi europei.

La lista dei prodotti non idonei è stata pubblicata dal Ministero che, in parallelo, invita i consumatori a sospendere la loro assunzione in via precauzionale.

I prodotti degli integratori alla curcuma coinvolti sono:

  • Curcumina Plus 95%, lotto 18L823, con scadenza segnalata per ottobre 2021
  • Curcumina 95%, lotto 18M861, con scadenza prevista per novembre 2021
  • Curcumina Plus 95% piperina linea@ e in particolare il lotto 2077LOT198914 NI.VA prodotto dalla Frama
  • Curcumina Plus 95% Plus Piperina Line@ & vitamine B1, B2, B6 1000 mg/60 in compresse con lotti di produzione 2077LOT 198914 scadenza prevista in confezione per febbraio 2022 e 18e590 con scadenza marzo 2021
  • Curcumina Plus 95% piperina linea@ 18e590 NI.VA prodotto da Frama
  • Tumercur Sanandrea
  • Farmacia dr. Ragazzi, Malcontenta che produce Curcuma Meriva 95% 520mg Piperina 5 mg
  • Vitamin shop che produce Curcuma complex B.A.I.
  • MOVART Scharper SpA stabilimento a Nichelino
  • Curcuma ‘Buoni di natura’ prodotta da Colfiorito

Curcuma: la possibile origine del contagio

Secondo quanto riportano i medici che hanno visitato i pazienti colpiti da epatite, tutti i ricoverati, colpiti dallo stesso problema, avrebbero consumato integratori a base di curcuma.

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Dalle analisi, infatti, non sono emerse responsabilità di tipo virale facendo dedurre ai medici che a provocare l’insorgenza dell’epatite sia stata proprio la curcuma presente in alcuni integratori che tutti i pazienti coinvolti avevano dichiarato di aver usato. Per cercare di arginare quanto prima il problema è stata nominata, in questi giorni, una commissione composta da personale esperto che possa individuare l’origine della effettiva contaminazione.

L’Istituto superiore della sanità, organo preposto ai controlli e alla sicurezza sul territorio, ha quindi fatto scattare l’allarme segnalando alcuni lotti e marche di prodotti presenti sul mercato. È da tener presente che la curcuma, isolatamente, non è da ritenersi dannosa o tossica in ambito alimentare. Secondo gli esperti, potrebbe esserci stata una possibile contaminazione della spezia, che solitamente viene importata dall’India e per esclusione si cerca di capire se le aziende si sono rifornite dagli stessi grossisti non escludendo che potenzialmente il problema potrebbe risiedere nell’utilizzo di una specie di pianta diversa e forse non idonea.

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