La formazione di trombi (sangue coagulato) può ostruire dei vasi sanguigni. Se ad essere otturati sono le arterie coronarie, questi possono portare all'infarto. Tra le varie cause che portano ad un evento di questo tipo, ora se ne aggiunge uno assolutamente inedito e che vede come protagonista un batterio prevalentemente intestinale, l’Escherichia Coli. I risultati di questa ricerca sono ancora preliminari e ulteriori ricerche saranno necessarie.

Importante scoperta dai risvolti ancora da definire

Un team di ricercatori italiani, composto da cardiologi, patologi e biologi, e coordinati dal Prof. Francesco Violi, Direttore della I Clinica Medica del Policlinico universitario Umberto I di Roma, ha svelato per la prima volta che l’Escherichia Coli può partecipare alla formazione di coaguli di sangue. Lo studio, durato oltre 4 anni, ha coinvolto 150 persone, 50 pazienti con infarto, 50 pazienti con angina stabile e 50 soggetti sani, come gruppo di controllo.

Nei tre gruppi è stato cercato la presenza del batterio intestinale, scoprendo che questo era presente - nelle arterie e nei trombi - in quantità significativamente più elevata nei soggetti infartuati.

Conferme sono arrivate anche dalla presenza, in quantità elevata nel sangue periferico, di lipopolisaccaride (LPS), P-selectina solubile (sP-selectina) - un marker di attivazione piastrinica - e zonulina - un marker della permeabilità intestinale.

I risultati sono stati pubblicati su European Heart Journal, primo autore Roberto Carnevale.

I ricercatori hanno ipotizzato che la presenza di Escherichia Coli nel sangue possa favorire la formazione dei trombi e, di conseguenza, dell’infarto. Una prima conferma è stata la presenza del batterio proprio nelle arterie coronariche.

Dopo questa evidenza, i ricercatori volevano comprendere come mai un batterio intestinale fosse entrato in circolo.

Una possibile risposta è arrivata andando ad analizzare la permeabilità intestinale. Questa è risultata alterata e superiore nei pazienti con infarto. Adesso andava spiegato con quale meccanismo l’Escherichia Coli potesse favorire lo sviluppo dei trombi.

Uno studio sperimentale su animali di laboratorio, iniettando dell’E. Coli nei topi, aveva favorito l’insorgenza di trombi nell'arteria e l'attivazione piastrinica.

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Alla base di questo fenomeno c’è una interazione tra il batterio e le cellule del sangue grazie ad un glicolipide della capsula batterica (LPS) che favorisce il legame con una proteina di membrana, TLR4 (Toll-like receptor 4), presente sulla superficie di piastrine e leucociti. È questa interazione a favorire la formazione dei trombi.

La controprova è arrivata da una inibizione specifica di questo legame, che ha bloccato nei topi il processo trombotico.

Siamo solo all'inizio, probabilmente anche altri batteri, oltre E. Coli, possono favorire la formazione dei trombi. Questa scoperta potrebbe portare in futuro allo sviluppo di farmaci e/o vaccini per nuove prospettive terapeutiche nella prevenzione degli eventi cardiovascolari.

Le malattie cardiovascolari

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) le malattie cardiovascolari, che includono infarto del miocardio e ictus, sono tra le principali cause di morbilità e mortalità. Secondo le stime della Fondazione Veronesi, ogni anno in Italia si registrano circa 12 mila casi di infarto, di cui l'11% fatali.

Più in generale, nel nostro Paese più di 100.000 persone l'anno sono colpiti da un evento cardiovascolare (infarto e ictus) con costi elevati per le famiglie e per lo Stato.

In attesa che questa nuova scoperta porti a nuovi farmaci per prevenire gli infarti, possiamo seguire dei semplici consigli, suggeriti dagli esperti, come seguire una dieta controllata senza eccedere nelle calorie e nei grassi, fare una regolare attività sportiva ed eliminare il fumo. Anche il tè, soprattutto quello verde, e il peperoncino, possono aiutare a proteggere il nostro cuore.

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