Mentre il resto del mondo si prepara cautamente alla riapertura progressiva delle proprie attività, il Regno Unito piange la morte del piccolo Alexander Parsons, colpito a soli 8 mesi dalla malattia di Kawasaki. "Prendetevi cura dei vostri bambini, rimanete sempre con loro anche se l'isolamento vi sta facendo impazzire. Prendetevi tempo per vivere e respirare insieme": queste le parole che su Facebook, Kathryn Rowlands, la madre della vittima inglese più giovane di questa rara sindrome, rivolge a tutti i genitori, a chi ancora può trascorrere del tempo prezioso con i propri figli.

Il Coronavirus e la malattia di Kawasaki

In concomitanza con la pandemia Coronavirus, le diagnosi di sindrome di Kawasaki che colpisce e infetta i vasi sanguigni, sono aumentate in maniera considerevole. I bersagli principali, fino a oggi, sono stati i bambini contagiati da Sars-Cov-2, il Coronavirus, che nel mondo ha colpito più di 4,5 milioni di persone, provocando oltre 307mila decessi.

La correlazione tra queste due infezioni è ancora sconosciuta ma la madre di Alexander, bambino che fino a poche settimane prima godeva di ottima Salute, si scaglia contro il governo inglese: "Quello che è successo è incredibile. Il governo deve ascoltare i consigli degli scienziati e smetterla di giocare d'azzardo con la vita delle persone.

Se i medici avessero saputo qualcosa in più su questo collegamento, Alexander sarebbe ancora vivo, qui con noi."

La malattia di Alex

Nel ripercorrere le varie tappe che lei e il marito hanno percorso durante questo mese, Kathryna non riesce a trattenere le lacrime e lo choc diventa evidente a ogni parola pronunciata.

I primi segni della malattia di Alex sono stata un'eruzione cutanea accompagnata da febbre alta, linfonodi ingrossati, mani e piedi sempre più rossi.La chiamata al 911, però, non ha l'effetto desiderato. Gli operatori in turno sottovalutano la situazione, invitando i due genitori a stare tranquilli.

Qualche giorno dopo, però, la situazione peggiora drasticamente: gli arti del bambino non solo sono coperti da macchie rossastre ma presentano anche dei rigonfiamenti che rendono la pelle estremamente turgida. Kathryn e il marito decidono di non aspettare, caricano il bambino in macchina e si dirigono verso il pronto soccorso dell'ospedale Derrifod. I medici non possono non preoccuparsi davanti a quello strano rush cutaneo in rapida estensione sul corpo del piccolo Alex. Arrivano gli esami: non si tratta di parotite bensì della malattia di Kawasaki.

In 24 ore, le condizioni del bambino precipitano drasticamente e inspiegabilmente, motivo per cui viene trasferito d'urgenza in una struttura pediatrica specializzata nel trattamento di malattie.

Purtroppo, è già troppo tardi: del liquido infetto sta circolando nei polmoni e la presenza di numerosi aneurismi coronarici portano Alexander, di soli 8 mesi, alla morte.

La prematura scomparsa del piccolo, ovviamente, oltre ad aver scosso l'opinione pubblica britannica e internazionale, ha messo in allarme ricercatori e studiosi, che stanno cercando di capire la relazione sospetta tra malattia di Kawasaki e Covid.

Per il momento, si tratta solo di ipotesi da confermare ma c'è una famiglia che aspetta risposte: risposte per mettere a tacere il proprio dolore, risposte per l'intera comunità che rivede emergere una malattia del passato e risposte per onorare la breve vita di Alexander, il bambino dai tratti angelici e dagli occhi azzurri, la vittima più giovane in tutta Europa.

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