Il 17 agosto 2026, il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale della Basilicata, Piero Lacorazza, ha presentato un’interrogazione scritta all’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico. L'iniziativa si concentra sul futuro rilancio e ampliamento di alcuni reparti dell’IRCCS Crob di Rionero in Vulture, chiedendo chiarimenti sulle trattative in corso con il Ministero della Salute.

Lacorazza ha sollecitato risposte precise riguardo ai reparti interessati, agli interventi previsti, alle tempistiche e alle risorse finanziarie destinate al progetto.

Ha inoltre evidenziato la necessità che le iniziative siano coerenti con il Piano di Potenziamento del 2023 e con l’Atto Aziendale del 2024. “Ci aspettiamo risposte precise, atti e tempi sugli annunci, perché si stanno creando aspettative nella comunità e tra i cittadini senza che sia stato esplicitato il disegno reale”, ha dichiarato Lacorazza, ricordando precedenti interrogazioni consiliari del 12 novembre 2024, 4 febbraio 2025 e 26 maggio 2025.

Conferma della qualifica IRCCS per l'oncologia

L’IRCCS Crob di Rionero in Vulture ha recentemente ottenuto la conferma della propria qualifica di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico per l’area tematica di “Oncologia”. Il riconoscimento è avvenuto tramite Decreto Ministeriale del 22 luglio 2026, adottato d’intesa con il Presidente della Regione Basilicata, a seguito di una visita conoscitiva della Commissione di valutazione nel luglio 2025 e successive verifiche formali.

Essere un IRCCS, come sottolineato, non è un mero titolo formale, ma un marchio d’eccellenza che attesta il legame tra assistenza clinica quotidiana e ricerca scientifica d’avanguardia, consentendo il trasferimento immediato dei risultati degli studi ai bisogni del paziente. L’Istituto si conferma un pilastro del Servizio Sanitario della Regione Basilicata, erogando prestazioni di alta specializzazione e guidando le attività di ricerca e formazione oncologica.

Struttura e visione del Crob

L’IRCCS Crob dispone di 104 posti letto programmati (87 attivi per acuti e 8 per Hospice/Cure Palliative) e si avvale della “IRCCS‑CROB Basilicata Biobank” (BBB), certificata ISO 9001:2015 e integrata nei nodi nazionali ed europei BBMRI per la conservazione e gestione di campioni biologici.

Il Direttore Generale Massimo De Fino ha affermato che la conferma della qualifica “premia una visione dell’oncologia in cui la solidità scientifica si fonde con l’umanità delle cure”.

De Fino ha descritto il Crob come un modello virtuoso dove la tecnologia avanzata si unisce al valore dell’ascolto, grazie a équipe multidisciplinari e progetti di teleconsulto e monitoraggio a distanza per cure tempestive e personalizzate. Ha espresso gratitudine al personale e al tessuto associativo, che contribuiscono a rendere il Crob un punto di riferimento umano e di accoglienza, oltre che di cura e ricerca.

Investimenti regionali e ammodernamento

L’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, ha ribadito che il riconoscimento ministeriale “conferma la bontà della strada intrapresa e la straordinaria qualità delle competenze presenti al CROB”, unico IRCCS della Basilicata.

Ha evidenziato la centralità dell'istituto nella ricerca oncologica traslazionale, che porta l’innovazione scientifica dal laboratorio al paziente.

Il Governo regionale, ha assicurato Latronico, continuerà a investire nella crescita dell’Istituto, affiancando alla professionalità la forza dell’innovazione tecnologica. Attraverso il programma ‘TecnoCrob’, è stato avviato un piano di ammodernamento strumentale per offrire diagnosi più tempestive e cure oncologiche personalizzate di alta qualità. Le performance del Crob, certificate dall’Osservatorio Nazionale come le migliori al Sud per gli screening, dimostrano la capacità della Basilicata di esprimere una sanità di alto livello, con una rete capillare che coinvolge anche strutture territoriali non ospedaliere.