La Liguria ha registrato 12 nuovi casi di morbillo dal 1° settembre 2026. L'assessore regionale alla Sanità, Massimo Nicolò, ha confermato il dato il 22 settembre 2026 a Genova. La diffusione, che interessa diverse aree regionali, sottolinea l'importanza della prevenzione vaccinale. La copertura contro il morbillo tra i bambini è al 91%, un dato da migliorare, secondo Nicolò, che ha ribadito l'urgenza di rafforzare l'attenzione sulla malattia e la protezione di tutte le fasce della popolazione: “Prevenire significa proteggere la salute dei nostri bambini, degli adulti e delle persone più fragili”.

La diffusione del morbillo sul territorio ligure

I casi di morbillo sono distribuiti tra diverse strutture e aree sanitarie liguri: due al Gaslini, tre a Sanremo, sei all'Azienda ospedaliera metropolitana e uno a Savona. Due casi riguardano bambini, ma la parte prevalente dei pazienti è composta da giovani adulti non vaccinati, tra i 30 e i 55 anni. In alcuni casi, la malattia ha comportato complicanze respiratorie (tra cui polmonite), neurologiche ed epatiche, a conferma della potenziale gravità del virus anche in età adulta.

Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino, ha collegato i casi alla circolazione del virus del morbillo anche tra adulti non vaccinati.

Le complicanze emerse, come sottolineato da Bassetti, confermano che il morbillo non riguarda solo l’età pediatrica, ma può avere esiti severi anche negli adulti. Bassetti ha ribadito l'importanza della profilassi: “La prevenzione attraverso la vaccinazione rimane fondamentale”.

Dettagli sul contagio a Savona

Il caso savonese riguarda un giovane di 24 anni, non vaccinato, diagnosticato e curato all'ospedale San Paolo di Savona. Il paziente si era presentato in ospedale con sintomi compatibili con il morbillo, è stato ricoverato nel reparto di Malattie Infettive all'ottavo piano e ha ricevuto una terapia sintomatologica. Dopo il ricovero è stato dimesso sabato 5 settembre 2026, in tarda mattinata.

Per il caso di Savona non è emerso con chiarezza il luogo in cui il giovane abbia contratto l’infezione. Il servizio di Igiene e Sanità Pubblica ha quindi avviato il tracciamento dei contatti, con l’obiettivo di raggiungere familiari e soggetti prossimi al paziente.