A Trento, il 18 settembre 2026, le sigle sindacali della sanità trentina — tra cui Anaao Assomed, Fp Cgil, Cimo, Fesmed, Cisl Fp, Fenalt, Nursing Up e Uil Fp — hanno espresso un giudizio fortemente negativo sull'incontro con il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, e l'assessore alla Salute, Mario Tonina. Il tavolo, atteso da settimane, si è concluso senza risposte concrete alle richieste su servizio sanitario e tutela del personale, lasciando la sanità trentina in bilico. Le organizzazioni miravano a migliorare il servizio e tutelare il personale in prima linea.
Al termine, hanno lamentato l'assenza di proposte operative per affrontare le criticità.
I blocchi informatici e il rischio clinico
L'urgenza dei blocchi informatici è stata evidenziata come problema con ripercussioni dirette sulla continuità dei servizi 24 ore su 24 e sul rischio clinico per il personale. Le organizzazioni chiedono che i fermi non siano trattati come semplici disservizi, ma come situazioni con effetti diretti su percorsi di cura e attività delle unità operative.
Per affrontare la problematica, sono state poste quattro condizioni: nessun paziente deve perdere parte del proprio percorso di cura per un guasto informatico; i fermi dei sistemi vanno riconosciuti e trattati come rischio clinico; le procedure da adottare a sistema fermo devono essere scritte, note e verificate; medici e personale non devono rispondere personalmente di inadempienze organizzative non dipendenti da loro.
Su questi punti, le sigle hanno lamentato l'assenza di interventi immediati.
Aggressioni al personale
Nel corso del confronto, è stato affrontato anche il tema delle aggressioni subite dal personale sanitario.