Il Consiglio regionale del Veneto ha segnato un momento storico a Venezia, approvando il 2 settembre 2026 la legge di iniziativa popolare sul fine vita. Questo provvedimento, che disciplina le procedure di assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito, è stato accolto con 32 voti favorevoli, a fronte di 14 contrari e cinque astenuti. Con questa decisione, il Veneto si posiziona come la quarta regione italiana ad adottare una normativa su questo delicato tema, distinguendosi come la prima amministrata dal centrodestra a compiere un passo così significativo, dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna.
Il percorso legislativo e il contenuto della norma
La nuova legge definisce con chiarezza le “procedure e tempi per l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito”. Il testo, originato dal progetto di legge d’iniziativa popolare n. 1, ha visto un intenso dibattito in aula, durato due giorni e culminato con l’esame degli emendamenti e la conclusione della discussione generale il 2 settembre 2026. La relatrice del provvedimento è stata Manuela Lanzarin, che ha ricoperto il ruolo di presidente della Quinta commissione consiliare, guidando il processo attraverso le sue fasi cruciali.
Il percorso legislativo non è stato privo di ostacoli. Il provvedimento era già stato oggetto di discussione nella precedente legislatura, quando il 16 gennaio 2024 era stato rinviato in Commissione a seguito del mancato via libera ai primi articoli.
Successivamente, il testo è stato ripresentato nell’attuale legislatura e ha superato un nuovo esame dell’assemblea legislativa, incorporando importanti modifiche. Queste integrazioni hanno tenuto conto dei rilievi espressi dalla Corte costituzionale e di ulteriori proposte avanzate dall’esecutivo veneto, garantendo una maggiore solidità giuridica e un allineamento con i principi costituzionali.
Il significato politico e le dichiarazioni del Governatore
L’approvazione di questa legge conferisce al Veneto un ruolo di primo piano nel panorama nazionale, non solo come la quarta regione a legiferare sul fine vita, ma soprattutto come la prima amministrata dal centrodestra a farlo. Questo aspetto sottolinea la trasversalità e la complessità del tema, capace di superare le tradizionali divisioni politiche.
Il punto focale del provvedimento rimane l’organizzazione delle procedure sanitarie regionali connesse al suicidio medicalmente assistito, sempre nel rispetto del perimetro tracciato nel dibattito istituzionale e in linea con le indicazioni della Corte costituzionale.
Il Governatore Luca Zaia ha commentato l’approvazione definendola un “risultato importante” e un “atto di responsabilità” da parte del Consiglio regionale del Veneto. Nel suo intervento, Zaia ha voluto evidenziare il lavoro congiunto e l’impegno profuso dall’intera assemblea legislativa, dai consiglieri, dai cittadini e dalle numerose associazioni che hanno attivamente partecipato al confronto. Ha inoltre sottolineato come la nuova disciplina sia destinata a offrire un quadro più chiaro e definito per tutti i soggetti coinvolti: pazienti, famiglie, medici e operatori sanitari, fornendo loro un riferimento normativo essenziale in un ambito così delicato.